Quando, nel 1995 monsieur Michel Guyot, proppiretario del castello seicentesco di Saint-Fargeau in Borgogna, completò la ventennale opera di restauro del suo château, commissionò ad un esperto una perizia che ne indagasse le origini.
Sotto le mura di mattoni, visibili oggi, furono trovate le fondamenta di una fortezza medievale costruita secondo i coanoni voluti dal re di Francia Filippo II (1180-1223). A conclusione della perizia troviamo un’innocente postilla: “Ricostruire Saint-Fargeau sarebbe un meravioglioso progetto”. Tuttavia, invece che demolire il castello moderno si decise di costruire un nuovo castello che rispecchiasse le caratteristiche della rocca originaria di Saint- Fargeau, era nato il progetto e l’esperimento di Guédelon.

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In un bel sabato dicembrino 7C, rappresentata da Luca Venchi e Francesco Colussi, si è recata a Tregnago, ospite delle Lance del Liocorno, per tenere un workshop sulle basi del dussack secondo Joachim Meyer.

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Ovvero

Come dimenticarsi i pali per la tenda e farla franca

Venerdì 31 agosto dell’anno 2018 la SeptemCustodie, nella sua veste rievocativa, è partita in viaggio verso Gualdo Cattaneo, paesino sperduto nell’Umbria dove: i caffè costano novanta centesimi, c’è una discoteca all’aperto ed i tornei si fanno sul marmo.

Dopo un lungo ed estenuante viaggio di sei ore, i sei eroi offertisi volontari per compiere quell’impresa eroica si accorsero di una cosa: i pali da tenda erano stati dimenticati nel TdT: sala di ritrovo dell’associazione dove, se si guarda attentamente, si riesce a scorgere del pulito tra tutta la polvere.

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Guardia di Croce, Gairethinx, sparring night. Se non sapete di che parliamo sappiate che, come in tutte le esperienze, è difficile fare una sintesi. Un luogo, Gairethinx,  tèmpio della scherma sotto la cui ala antichi manoscritti e armi bianche d’ogni epoca sono riuniti come materia vivente assieme ai tanti praticanti che orbitano attorno a questo posto, alle sue conoscenze dischiuse, o da dischiudere, e ad una passione traboccante. Friday sparring night: una serata di scherma ad oltranza aperta ad ogni praticante delle arti marziali storiche europee con la sola voglia di condividere e divertirsi. Raccogliamo qui di seguito le impressioni dell’umanità che, per consuetudine, noia o semplice sfortuna, popola la nostra sala d’arme per questa volta in missione esplorativa al tèmpio nell’occasione del recente incontro in quel di Botticino.

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Parlando di Prometeo e del suo mito nel medioevo è inevitabile confrontarsi con la rielaborazione di Boccaccio. Tra il 1350 ed il 1375 nel suo trattato mitologico Genealogia Deorum Gentilium viene rielaborato il mito prometeico in chiave metaforica. L’incatenamento sul Caucaso diventa da tortura all’immagine dell’intelligenza legata alla ricerca mentre l’acquila si trasforma nel simbolo delle considerazioni che tormentano il solitario ricercatore. Boccaccio doveva essere particolarmente orgoglioso di aver introdotto per primo la figura di Prometeo come dispensatore di conoscenza all’uomo nel mondo neolatino.

Ecco la ragione per cui Alessandro Pes e Paolo Stanese, rispettivamente Capo e Vice Capo Reparto del Quinto Reparto Hunting del Cngei, come Boccaccio devono essersi sentiti fieri di aver ingaggaggiato un novello Prometeo per dimostrare all’alta pattuglia come il fuoco, quello vero, veniva creato quasi dal nulla nel medioevo.

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Quando non si allenava di scherma Jean le Maingre, detto Boucicaut, (1366-1421) si allenava saltando sul cavallo, arrampicandosi su ostacoli e correndo con e senza armatura. Usava asce e martelli colpendo ripetutamente senza sosta… sostanzialmente faceva quello che oggi chiamiamo allenamento funzionale. Alcune delle cose che le cronache hanno riportato sono abbastanza incredibili e forse lievemente ingigantite, tuttavia si possono intuire le doti di un atleta molto competente e performante. Un personaggio quindi che, grazie alle proprie esperienze, era riuscito a capire quali fossero le attività che, ripetute nel tempo, avrebbero potuto farlo migliorare.

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Prima di procedere con gli aggiustaggi alla mia armatura ho dovuto aspettare un buon momento per testare tutto l’insieme. Ho quindi seguito l’esempio di Jean le Maingre, detto Boucicaut, (1366-1421) che quando non tirava di spada, tra i vari allenamenti, si arrampicava su ostacoli e correva con e senza armatura. Indossato l’arnese sono quindi uscito a fare una breve corsa e qualche esercizio in sospensione. E grazie a queste attività ho raccolto le idee intorno a quali modifiche si rendano necessarie per ottenere la massima efficenza possibile dalla mia nuova armatura. Guardando attentamente i video si può osservare come non fossero utilizzati gli schinieri ovvero quella pezza d’armatura che protegge lo stinco. Il motivo, molto semplice, è che non stanno su in nessuna maniera, girandosi e scendendo senza alcun ritegno.

Qui di seguito ci sono le due ottimizzazioni pensate per rendere utilizzabili gli schinieri. Dopo aver osservato alcuni reperti ho quindi piegato, tagliato e modellato una barra di ferro aiutandomi con un seghetto per metalli, lime a diversa sezione ed un trapano da modellista. Lo scopo era quello di aggiungere su ciascun schiniero il passantino posteriore necessario ad inserire la cinghietta della parte superiore del gambale. Con le opportune misurazioni sono riuscito a rivettare direttamente i due passanti sugli schinieri.

Ho anche incollato, dopo aver opportunamente scartavetrato l’interno della pezza difensiva, un sottile strato di feltro per aumentare la comodità e l’aderenza della parte d’armatura in questione. In queste operazioni l’immancabile cotta di maglia zincata serve come zavorra per aiutare il feltro ad aderire bene alle superfici concave dello schiniero.

Con queste soluzioni spero che gli stinchi siano efficientemente usabili e protetti anche se la conferma definitiva me la darà solo il prossimo test sul campo.

 

 

De li sparaci.

Togli li sparaci, e fàlli bollire; e quando sieno bulliti, ponli a cocere con oglio, cipolle, sale e zaffarano, e spezie trite, o senza.

Poche righe tratte da un libro con un titolo eloquente: ” Il libro della cucina del XIV sec.”(1). Di tanto in tanto, si può fare un po’ di cultura materiale del medioevo anche nel privato della propria dimora, magari unendo l’utile al dilettevole sperimentando qualche ricetta medievale. Ci si può quindi immaginare Fiore Dei Liberi ospite ad un banchetto alla corte d’Este assaggiare questa pietanza, rigorosamente tra aprile e la fine di maggio del 1409, mentre redigeva il proprio celebre trattato.

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Asola, che dire di questo luogo sperduto in mezzo alla pianura padana? Semplicemente che ogni anno, regolarmente, la compagnia dell’Appeso organizza uno scambio d’idee tra appassionati di scherma storica e quest’anno più che mai a mio parere semplicemente bellissimo. Incontrare ogni anno schermidori provenienti da tutta l’Italia e dall’estero lo rende sempre un incontro a cui non si può mancare per migliorare il proprio livello di comprensione della scherma.
Quest’anno purtroppo della 7C, causa impegni vari ed eventuali, siamo riusciti ad andare solo io e Riccardo e per entrambi è stato un momento di grande intensità.

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Agli inizi del mio personale percorso nelle arti marziali storiche (anno 199x) l’unica protezione richiesta erano un paio di guanti in pelle da lavoro. Da allora, fortunatamente, si è fatto molto nel nostro ambito per approdare a soluzioni che siano soddisfacenti e funzionali.

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Quando, nel 1995 monsieur Michel Guyot, proppiretario del castello seicentesco di Saint-Fargeau in Borgogna, completò la ventennale opera di restauro del suo château, commissionò ad un esperto una perizia che ne indagasse le origini.
Sotto le mura di mattoni, visibili oggi, furono trovate le fondamenta di una fortezza medievale costruita secondo i coanoni voluti dal re di Francia Filippo II (1180-1223). A conclusione della perizia troviamo un’innocente postilla: “Ricostruire Saint-Fargeau sarebbe un meravioglioso progetto”. Tuttavia, invece che demolire il castello moderno si decise di costruire un nuovo castello che rispecchiasse le caratteristiche della rocca originaria di Saint- Fargeau, era nato il progetto e l’esperimento di Guédelon.

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In un bel sabato dicembrino 7C, rappresentata da Luca Venchi e Francesco Colussi, si è recata a Tregnago, ospite delle Lance del Liocorno, per tenere un workshop sulle basi del dussack secondo Joachim Meyer.

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Come dimenticarsi i pali per la tenda e farla franca

Venerdì 31 agosto dell’anno 2018 la SeptemCustodie, nella sua veste rievocativa, è partita in viaggio verso Gualdo Cattaneo, paesino sperduto nell’Umbria dove: i caffè costano novanta centesimi, c’è una discoteca all’aperto ed i tornei si fanno sul marmo.

Dopo un lungo ed estenuante viaggio di sei ore, i sei eroi offertisi volontari per compiere quell’impresa eroica si accorsero di una cosa: i pali da tenda erano stati dimenticati nel TdT: sala di ritrovo dell’associazione dove, se si guarda attentamente, si riesce a scorgere del pulito tra tutta la polvere.

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Guardia di Croce, Gairethinx, sparring night. Se non sapete di che parliamo sappiate che, come in tutte le esperienze, è difficile fare una sintesi. Un luogo, Gairethinx,  tèmpio della scherma sotto la cui ala antichi manoscritti e armi bianche d’ogni epoca sono riuniti come materia vivente assieme ai tanti praticanti che orbitano attorno a questo posto, alle sue conoscenze dischiuse, o da dischiudere, e ad una passione traboccante. Friday sparring night: una serata di scherma ad oltranza aperta ad ogni praticante delle arti marziali storiche europee con la sola voglia di condividere e divertirsi. Raccogliamo qui di seguito le impressioni dell’umanità che, per consuetudine, noia o semplice sfortuna, popola la nostra sala d’arme per questa volta in missione esplorativa al tèmpio nell’occasione del recente incontro in quel di Botticino.

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Parlando di Prometeo e del suo mito nel medioevo è inevitabile confrontarsi con la rielaborazione di Boccaccio. Tra il 1350 ed il 1375 nel suo trattato mitologico Genealogia Deorum Gentilium viene rielaborato il mito prometeico in chiave metaforica. L’incatenamento sul Caucaso diventa da tortura all’immagine dell’intelligenza legata alla ricerca mentre l’acquila si trasforma nel simbolo delle considerazioni che tormentano il solitario ricercatore. Boccaccio doveva essere particolarmente orgoglioso di aver introdotto per primo la figura di Prometeo come dispensatore di conoscenza all’uomo nel mondo neolatino.

Ecco la ragione per cui Alessandro Pes e Paolo Stanese, rispettivamente Capo e Vice Capo Reparto del Quinto Reparto Hunting del Cngei, come Boccaccio devono essersi sentiti fieri di aver ingaggaggiato un novello Prometeo per dimostrare all’alta pattuglia come il fuoco, quello vero, veniva creato quasi dal nulla nel medioevo.

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Quando non si allenava di scherma Jean le Maingre, detto Boucicaut, (1366-1421) si allenava saltando sul cavallo, arrampicandosi su ostacoli e correndo con e senza armatura. Usava asce e martelli colpendo ripetutamente senza sosta… sostanzialmente faceva quello che oggi chiamiamo allenamento funzionale. Alcune delle cose che le cronache hanno riportato sono abbastanza incredibili e forse lievemente ingigantite, tuttavia si possono intuire le doti di un atleta molto competente e performante. Un personaggio quindi che, grazie alle proprie esperienze, era riuscito a capire quali fossero le attività che, ripetute nel tempo, avrebbero potuto farlo migliorare.

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Prima di procedere con gli aggiustaggi alla mia armatura ho dovuto aspettare un buon momento per testare tutto l’insieme. Ho quindi seguito l’esempio di Jean le Maingre, detto Boucicaut, (1366-1421) che quando non tirava di spada, tra i vari allenamenti, si arrampicava su ostacoli e correva con e senza armatura. Indossato l’arnese sono quindi uscito a fare una breve corsa e qualche esercizio in sospensione. E grazie a queste attività ho raccolto le idee intorno a quali modifiche si rendano necessarie per ottenere la massima efficenza possibile dalla mia nuova armatura. Guardando attentamente i video si può osservare come non fossero utilizzati gli schinieri ovvero quella pezza d’armatura che protegge lo stinco. Il motivo, molto semplice, è che non stanno su in nessuna maniera, girandosi e scendendo senza alcun ritegno.

Qui di seguito ci sono le due ottimizzazioni pensate per rendere utilizzabili gli schinieri. Dopo aver osservato alcuni reperti ho quindi piegato, tagliato e modellato una barra di ferro aiutandomi con un seghetto per metalli, lime a diversa sezione ed un trapano da modellista. Lo scopo era quello di aggiungere su ciascun schiniero il passantino posteriore necessario ad inserire la cinghietta della parte superiore del gambale. Con le opportune misurazioni sono riuscito a rivettare direttamente i due passanti sugli schinieri.

Ho anche incollato, dopo aver opportunamente scartavetrato l’interno della pezza difensiva, un sottile strato di feltro per aumentare la comodità e l’aderenza della parte d’armatura in questione. In queste operazioni l’immancabile cotta di maglia zincata serve come zavorra per aiutare il feltro ad aderire bene alle superfici concave dello schiniero.

Con queste soluzioni spero che gli stinchi siano efficientemente usabili e protetti anche se la conferma definitiva me la darà solo il prossimo test sul campo.

 

 

De li sparaci.

Togli li sparaci, e fàlli bollire; e quando sieno bulliti, ponli a cocere con oglio, cipolle, sale e zaffarano, e spezie trite, o senza.

Poche righe tratte da un libro con un titolo eloquente: ” Il libro della cucina del XIV sec.”(1). Di tanto in tanto, si può fare un po’ di cultura materiale del medioevo anche nel privato della propria dimora, magari unendo l’utile al dilettevole sperimentando qualche ricetta medievale. Ci si può quindi immaginare Fiore Dei Liberi ospite ad un banchetto alla corte d’Este assaggiare questa pietanza, rigorosamente tra aprile e la fine di maggio del 1409, mentre redigeva il proprio celebre trattato.

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Asola, che dire di questo luogo sperduto in mezzo alla pianura padana? Semplicemente che ogni anno, regolarmente, la compagnia dell’Appeso organizza uno scambio d’idee tra appassionati di scherma storica e quest’anno più che mai a mio parere semplicemente bellissimo. Incontrare ogni anno schermidori provenienti da tutta l’Italia e dall’estero lo rende sempre un incontro a cui non si può mancare per migliorare il proprio livello di comprensione della scherma.
Quest’anno purtroppo della 7C, causa impegni vari ed eventuali, siamo riusciti ad andare solo io e Riccardo e per entrambi è stato un momento di grande intensità.

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Agli inizi del mio personale percorso nelle arti marziali storiche (anno 199x) l’unica protezione richiesta erano un paio di guanti in pelle da lavoro. Da allora, fortunatamente, si è fatto molto nel nostro ambito per approdare a soluzioni che siano soddisfacenti e funzionali.

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