Spada e brocchiere nel Codice I.6.2°.4
16/07/2013Continuano i lavori di comparazione dell’antica arte dimicatoria di spada e brocchiere, con il codice I.6.2°.4. Strettissima la parentela con l’Opus de arte atletica di P.H.Mair essendo il codice illustrato in parte da Jörg Breu il giovane, lo stesso autore delle splendide tavole di Paulus Hector Mair. Datato al 1545 è in grado di regalare una forte emozione guardandone le tavole dedicate alle tecniche che coinvolgono il piccolo disco metallico da mano.
Osservando quelle pagine e confrontandole solo una domanda può martellare la mente: “Jörg! Perchè diamine solo chi utilizza spada e brocchiere è vestito come fosse uscito da duecento anni di naftalina? Guarda questi altri con spada lunga e abiti all’ultima moda!”
Qualche risposta e delle osservazioni tecniche sull’arte di spada e brocchiero possono essere lette nel relativo articolo sul Lutegeroblog: Codice I.6.2°.4
Approfitto anche per dire che i prossimi post sul lutegeroblog avranno bisogno di un po di tempo per maturare, ma ci avviciniamo alla parte interessante e più corposa.
Intanto vi auguro buona lettura!



Aspettiamo con ansia. Riuscirà il nostro eroe a sedare la famglia abbastanza a lungo da produrre?
E’ per certo il primo caso di reenacting.
Si spera!
Nel frattempo, ho risposto direttamente sul blog, come suggerito dal nostro eroe 😉
Altra domanda inquietante, relativa a questi combattenti con spada e brocchiere: perché sono gli unici a indossare dei guanti armati? Lo si nota molto bene anche nel Mair: che usa la spada lunga o il dussak combatte allegramente a mani nude, mentre quando si mette in mano a un tedesco uno scudo improvvisamente appaiono protezioni per le mani… sarà forse una riminiscenza dell’I-33? Il buon vecchio Jorg potrebbe aver interpretato a modo suo i guanti del prete?
Cito dal post: “…Della sezione dedicata a spada e brocchiere nel Codice I.6.2°.4. sorprendono gli abiti raffigurati, poichè sono esattamente quelli che possono essere ammirati nelle tavole di Lutegerus. Sicuramente reinterpretati, osservando i guanti che diventano in maglia metallica o la tonsura scomparsa dalle teste scoperte…” Sebbene non è spiegato in modo così esplicito come da te riportato Andrea R. l’idea è proprio quella: sembra che abbia reinterpretato a suo modo delle illustrazioni esistenti. Poi il vero problema è se si rifaccia proprio all’I.33, ad un archetipo all’incirca coevo ad esso o a chissà che cosa. E temo che nonostante tutta la comparazione che si possa fare sul materiale esistente sarà difficile far emergere risposte risolutive!