Trovato a Gorizia manoscritto del Quattrocento sugli scacchi.
15/01/2007Tratto dal Messaggero Veneto del 15 gennaio 2007
A Villa Coronini
Un antico manoscritto della fine del Quattrocento, opera del celebre matematico Luca Pacioli, denominato Gioco degli scacchi, è stato scoperto a Gorizia all’ interno della biblioteca della Fondazione palazzo Coronini Cronberg, a Gorizia. La scoperta è stata fatta dallo storico del libro Duilio Contin, durante uno studio di un fondo di manoscritti e volumi antichi del conte Guglielmo Coronini. Il manoscritto, intitolato dall’autore De ludo scacchorum, anche detto schifanoia, era dedicato alla marchesati mantova Isabella d’ Este. Molto citato in altre opere contemporanee, era stato creduto disperso.
La scoperta è avvenuta nell’ ambito di una ricerca svolta su commissione del Centro studi di Aboca Museum di Sansepolcro, da tempo impegnato in studi bibliografici su Piero della Francesca e Pacioli, entrambi originari della cittadina toscana. Contin che si era rivolto alla Fondazione isontina per esaminare la biblioteca, che conta oltre 22 mila volumi, ha ricevuto la segnalazione del manoscritto dalla coordinatrice culturale Serenella Ferrari Benedetti. Il manoscritto era all’interno di un gruppo di libri acquistato nel 1963 dal conte Coronini a Venezia, in una libreria di proprietà del poeta e bibliofilo friulano Giuseppe Malattia della Vallata. Le caratteristiche grafiche del codice, sottoposto all’ esame del paleografo, confermerebbero l’autografia di Pacioli. Anche la lingua del manoscritto – a giudizio di Enzo Mattesini, docente di Linguistica italiana all’ università di Perugia – non presenterebbe caratteristiche che non possano essere ritenute quelle del matematico toscano. Le quarantotto carte del manoscritto Coronini contengono numerose dimostrazioni pratiche del gioco degli scacchi, con le relative indicazioni per la soluzione, sono ottimamente conservate e le figure degli scacchi sono finemente disegnate e colorate in rosso e nero.
Matematico tra i più insigni del suo tempo, Pacioli nacque a Borgo San Sepolcro, vicino ad Arezzo, intorno al 1445 e morì forse a Venezia nel 1517. Studiò teologia ed entrò nell’ ordine francescano nel 1470. Maestro di aritmetica commerciale e algebra, insegnò in numerose città e fu alla corte di Ludovico il Moro, dove strinse amicizia con Leonardo da Vinci. La sua opera principale, nata da dotte discussioni alla corte milanese, è il De divina proporzione, uno scritto di ispirazione platonica terminato nel 1497 e fatto stampare a Venezia (1509).
Scrisse, tra l’altro, anche una Summa de Aritmetica, Geometria, Proporzioni et proporzionalità (dedicata a Guidobaldo da Montefeltro), e curò l’ edizione delle opere di Euclide (pubblicata a Venezia nel 1509). Quando nel 1499 il re di Francia Luigi XII invase il ducato di Milano, provocando la fuga di Ludovico il Moro, Pacioli e Leonardo ripararono insieme, nel dicembre dello stesso anno a Mantova, sotto la protezione della marchesa Isabella d’ Este, per la quale il manoscritto fu realizzato, trasferendosi in seguito a Venezia, e infine Firenze.
Il manoscritto ritrovato a Gorizia è stato composto intorno all’ anno 1500, periodo della collaborazione e dell’ attività in comune di Pacioli e Leonardo. Durante il soggiorno milanese tra i due si instaurò un rapporto di amicizia e di collaborazione: nei manoscritti leonardeschi, infatti, rimangono ancora molte tracce delle lezioni pacioliane sugli elementi di Euclide e alcune bozze dei disegni dei poliedri che accompagnano il testo della Divina Proporzione.
Alessandra

