I castelli del Friuli – Zucco
16/08/2006I resti del castello di Zucco sono l’ultima tappa del nostro ferragosto medievale. L’idea originale era di visitare il castello di Soffumbergo ma una inaspettata deviazione stradale nonché il suggerimento di due persone a cui avevamo chiesto indicazioni (“Eh ma Zucco è più bello ? Quell’ altro castello sono solo quattro sassi ?”) ci hanno fatto optare per le rovine del comune di Faedis.
Come quasi tutti i castelli del Friuli collinare, anche il castello di Zucco si raggiunge a piedi dopo un percorso abbastanza ripido di circa 15 minuti. I resti del castello presentano un maldestro tentativo di restauro: all’ingresso un grosso tubo d’acciaio spunta dal muro per andare a imbullonarsi sul pavimento, scale di pietra assolutamente non medievali salgono alle rovine dove la vegetazione ha ripreso il sopravvento sulla modernità portate dalla ristrutturazione.
Il sito è diventato zona di pascolo per capire visti i numerosi escrementi presenti: un vero peccato considerata la bellezza della zona. Seguendo le indicazioni lungo il sentiero, è possibile raggiungere in una decina di minuti il castello di Rodingerio, posto sul colle sovrastante Cuccagna. Purtroppo era già quasi il tramonto e a malincuore abbiamo dovuto rinunciare a questa visita.
Sarà per la prossima volta.
———————————-
Informazioni tratte da Consorzio per la salvaguardia dei castelli storici del Friuli Venezia-Giulia.
Il castello fu costruito dai signori di Cucagna e, assieme a questa rocca, costituiva un imponente sistema fortificato che iniziava dalla radice del monte con un piccolo avamposto e arrivava fino ad una difesa (risalente al 1248) sul più alto colle “qui dicitur Rodingerius”.
Zucco fu abbandonato probabilmente fin dal Cinquecento, forse perché danneggiato a causa dei disordini e del terremoto del 1511 o anche per la posizione scomoda e non più indispensabile per le mutate esigenze difensive. Al castello, che da diversi anni ospita un seminario estivo internazionale di architettura medievale, si giunge ripercorrendo l’antico sentiero lastricato attraverso il bosco. La suggestione viene accresciuta dalla visione quasi cristallizzata del fortilizio, con gli ancora imponenti paramenti murarî e alcuni particolari difensivi tra cui le caditoie e la pusterla di accesso al mastio.
Prima si può visitare la chiesetta castellana, edificata nel tardo Cinquecento da Gabriele di Zucco su preesistenze piî antiche; al suo interno la bella Madonna del latte tra i santi Giovanni Battista e Giacomo risalente al secolo XIV.
———————————-
Visualizzazione ingrandita della mappa
Per raggiungere il castello bisogna, raggiunta la località di Faedis, cercare la via dei castelli e fare attenzione alla propria sinistra in quanto, dopo una zona abitata, si trova uno stretto sentiero che si inerpica sul colle verso il castello, che non è visibile dalla strada. Fortunatamente il sentiero è segnalato ma non è esattamente facile individuarlo.






