Su Prometeo ed il fuoco

Parlando di Prometeo e del suo mito nel medioevo è inevitabile confrontarsi con la rielaborazione di Boccaccio. Tra il 1350 ed il 1375 nel suo trattato mitologico Genealogia Deorum Gentilium viene rielaborato il mito prometeico in chiave metaforica. L’incatenamento sul Caucaso diventa da tortura all’immagine dell’intelligenza legata alla ricerca mentre l’acquila si trasforma nel simbolo delle considerazioni che tormentano il solitario ricercatore. Boccaccio doveva essere particolarmente orgoglioso di aver introdotto per primo la figura di Prometeo come dispensatore di conoscenza all’uomo nel mondo neolatino. Ecco la ragione per cui Alessandro Pes e Paolo Stanese, rispettivamente Capo e Vice Capo Reparto del Quinto Reparto Hunting del Cngei, come Boccaccio devono essersi sentiti fieri di aver ingaggaggiato un novello Prometeo per dimostrare all’alta pattuglia come il fuoco, quello vero, veniva creato quasi dal nulla nel medioevo.
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