Sparring Night – Brescia 2018

Guardia di Croce, Gairethinx, sparring night. Se non sapete di che parliamo sappiate che, come in tutte le esperienze, è difficile fare una sintesi. Un luogo, Gairethinx,  tèmpio della scherma sotto la cui ala antichi manoscritti e armi bianche d’ogni epoca sono riuniti come materia vivente assieme ai tanti praticanti che orbitano attorno a questo posto, alle sue conoscenze dischiuse, o da dischiudere, e ad una passione traboccante. Friday sparring night: una serata di scherma ad oltranza aperta ad ogni praticante delle arti marziali storiche europee con la sola voglia di condividere e divertirsi. Raccogliamo qui di seguito le impressioni dell’umanità che, per consuetudine, noia o semplice sfortuna, popola la nostra sala d’arme per questa volta in missione esplorativa al tèmpio nell’occasione del recente incontro in quel di Botticino.
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Allenamento con gli appesi – Asola 2017

Asola, che dire di questo luogo sperduto in mezzo alla pianura padana? Semplicemente che ogni anno, regolarmente, la compagnia dell’Appeso organizza uno scambio d’idee tra appassionati di scherma storica e quest’anno più che mai a mio parere semplicemente bellissimo. Incontrare ogni anno schermidori provenienti da tutta l’Italia e dall’estero lo rende sempre un incontro a cui non si può mancare per migliorare il proprio livello di comprensione della scherma. Quest’anno purtroppo della 7C, causa impegni vari ed eventuali, siamo riusciti ad andare solo io e Riccardo e per entrambi è stato un momento di grande intensità.
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17 anni per uno sparring kit completo

Agli inizi del mio personale percorso nelle arti marziali storiche (anno 199x) l’unica protezione richiesta erano un paio di guanti in pelle da lavoro. Da allora, fortunatamente, si è fatto molto nel nostro ambito per approdare a soluzioni che siano soddisfacenti e funzionali.
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Scherma nella Nebbia – V° Allenamento con gli Appesi

Di nuovo persi nelle Nebbie di Avalon… ad Asola! Il 10 e il 11 dicembre abbiamo partecipato all’ormai annuale incontro con la Sala d’Arme dell’Appeso, che questa volta ha preso la forma d’un workshop di studio e approfondimento di scherma condotto da Maciej Talaga, istruttore di ARMA-PL di Varsavia. Oh, miei cari lettori, era certamente una gemma schermistica che brillava di letale eleganza. Ormai andare ai raduni degli Appesi di Asola è garanzia di qualità, al punto che si fa fatica a trovare qualcosa di nuovo da dire per tessere le lodi di tale sala d’arme. Possiamo ricordarvi per esempio che Davide Morleo e Francesco Viola sono i pilastri portanti del gruppo, grandi appassionati e competenti nell’Arte e nella pratica del fitness, e che hanno avuto un successo straordinario nel coltivare l’entusiasmo nella loro agguerrita Sala d’Arme. Oppure possiamo sottolineare che gli Appesi si sono fatti conoscere con la loro presenza all’interno del panorama italiano HEMA da anni a questa parte, ma non solo, sono diventati un punto di riferimento torneistico mondiale. Potrei celebrare le brillanti imprese di un fenomeno internazionale come Federico Dall’Olio, potrei innalzare un peana per il suo primo posto al torneo di spada lunga dello Swordfish 2016, ma non lo farò. Lascerò che il mio silenzio renda l’idea dello spessore marziale della Sala d’Arme dell’Appeso e dei suoi membri: shh, non fate rumore, che gli Appesi potrebbero sentirvi e venire a distruggervi a furia  di sparring! Ma parliamo del gioiello che è stato questo ultimo workshop,  e dei suoi diversi temi relativi alla spada lunga: bilanciamento durante il combattimento concetto di tempo e cambio del ritmo durante l’assalto precedenza di punta dell’arma nell’attacco differenza tra azione pianificata e azione spontanea concetto di “finta” uso di alcuni concetti psicologici base nel combattimento Il nostro istruttore è stato il Presidente del ARMA-PL Maciej Talaga un ragazzone quasi trentenne con un notevole curriculum schermistico alle spalle, sia olimpico che storico. Con le tecniche presenti nei trattati: MS 3227a “Döbringer”, e Ringeck, il tutto attraverso la visione di ARMA-PL. Sin dai primi momenti dell’apertura dell’evento io, Davide, Riccardo ed Eis siamo rimasti stupiti dalla lezione teorica. Ci aspettavamo quasi una presentazione in PowerPoint che esponesse delle fonti trattatistiche e delle conclusioni tecnico teoriche, invece siamo stati colpiti in faccia da un’esposizione tecnica che analizzava la gestione del combattimento in chiave tedesca piuttosto lucida e puntuale. Decisamente indispensabile per poter comprendere l’attività del resto dell’evento. Proseguendo nel pomeriggio abbiamo potuto assaggiare una serie di esercizi di riscaldamento orientati in parte verso la coordinazione motoria e in parte verso la progressiva acclimatazione dei partecipanti al ritmo della lezioni. Dopo aver inserito le basi di uno stile comune e di alcuni concetti che sarebbero stati ripetuti per tutte le due giornate, abbiamo chiuso la giornata con un esercizio di sparring che i polacchi chiamano Fechtschule (dal tedesco scuola di scherma). Riassumendo molto alla veloce, ci si mette sulla riga del lato lungo della palestra e si aspetta di essere scelti da un contendente per un assalto di scherma, il primo a essere colpito torna in riga e chi resta sceglie un altro con cui fare sparring. Se ci sono dei doppi starà alla sportività dei contendenti dichiararlo e andare entrambi in linea, facendosi sostituire dai primi della riga. Starà al Maestro di Cerimonia presiedere alla Fechtschule e dare ordine e impostare i primi assalti, moderare l’intensità secondo le proprie valutazioni per eliminare il vigore scriteriato e l’indecisione dovuta all’eccessiva cautela. Il tutto prosegue finché il Maestro di Cerimonia non batterà il suo enorme bastone (si spera non sulle gambe di qualche indisciplinato) per dichiarare chiusa la Fechtschule. A questo punto viene dato un sasso ad ogni partecipante che deciderà di consegnarlo a chi ha più apprezzato come contendente, quello che risulterà possedere più sassolini sarà il vincitore morale della Fechtschule e il suo nome sarà messo con una targhetta sul bastone che fa da simbolo per il Maestro di Cerimonia. Il secondo giorno, dopo aver smaltito nella notte le fatiche del primo giorno (e la cena erculea), ci siamo dedicati a rielaborare i concetti assorbiti, con l’obbiettivo di potenziare, grazie a una serie di esercizi, la nostra capacità di trasferire nozioni schermistiche, ed incrementare così le capacità di uno studente, che sia esso alle prime armi o sia un veterano che cerca di affinare alcune abilità o coprire sue lacune. Di certo insegnare è un’Arte e che c’è chi è più propenso di altri a tale ruolo, ma di sicuro uno dei cardini importanti è la passione (oltre che lo studio). Se questo articolo fosse una brutta copia del Döbringer, con la sua passione tutta medievale per gli elenchi, allora dovrei iniziare a citare almeno altre trenta caratteristiche uniche per descrivere tutto quello che serve a un istruttore capace. Mi limiterò a citarne due, visto che siamo nel secolo dei tweet: servono la volontà di prendersi questa responsabilità e sapere che c’è sempre da migliorare. Detto questo l’esperienza con Maciej e gli Appesi è stata sicuramente molto stimolante. Non mancheremo di metterla a frutto. Grazie Maciej e grazie Appesi da tutta la SeptemCustodie
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Attrezzi da sala

E’ da un po’ che questo blog/sito/whatever non vede un nuovo articolo, oggi ho ben pensato di inserire cosa abbiamo usato nell’ultimo anno in sala. Non cercherò di dilungarmi troppo sul descrivere gli elementi e l’uso ma semmai cercherò di inviare un certo tipo di messaggio a chi ogni tanto capita su questo sito. Come ogni buona lista che si rispetti forse dovrei iniziare con un elenco di punti da trattare. Elenco riassuntivo: Maschera con rinforzo e paranuca Giacca da scherma Guanti Questo è lo stretto necessario per poter dire di avere un buon equipaggiamento da sala, ma ci sono altri elementi importanti … Paragola Paragomiti Protezioni per gli avanbracci Conchiglia* Ginocchiere Pettorina* *(Esistono alcune necessità di genere che prevedono delle varianti ovviamente) Non tutti li usano … ma questo non vuol dire che sia una buona idea! Quello che pretendiamo dai nostri membri è un equipaggiamento adatto all’allenamento, si inizia dalla semplice assidua presenza con un tuta da ginnastica e un paio di scarpe adatte, dopodiché con il passare dei mesi chiediamo ai più nuovi di procurarsi una maschera da scherma (strumento necessario per quest’attività), la spada e il resto verranno con il tempo … Per il tipo di spada siamo arrivati a dire forse anche peccando di superbia, che non ci stancheremo mai delle federschwert, onestamente usare esattamente il tipo di spada del trattatista è un accostamento perfetto. A seconda delle lezioni e le stucke da trattare ci si ritrova a dover usare un certo genere di protezioni. Bisogna anche capire quand’è il caso di affidarsi alla propria abilità e quando invece è il caso di restare protetti dietro a una corazza… insomma per questo come equipaggiamento richiesto ulteriore c’è il proprio cervello che richiediamo sempre acceso se possibile. Le conseguenze di solito sono piuttosto immaginabili non per niente molti trattatisti si sono sbizzarriti a illustrarle, anche perché l’uomo è decisamente mortale. Ultimo elemento da non dimenticare è un buon atteggiamento nei confronti degli altri, essere rilassati e divertiti da quello che si fa è per lo meno 2 volte più utile.
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Berlin Buckler Bouts 2012

Nell’aprile 2012 qualche mail intercorreva tra me, Francesco ed un teutonico brizzolato ed altissimo. Ad un certo punto, tra i vari argomenti, ci scrive: “… Sto attualmente considerando l’idea di un fine settimana a Berlino su spada e brocchiere… Pensavo a circa trenta persone che facciano assalti e discussioni, senza classi formali. Considerereste l’idea di unirvi a noi per qualcosa di questo genere?” Mail. Decisioni. Prenotazioni. Aereo. Berlino. Ostello. Palestra. Vedo attraverso la grata della mia maschera e ho spada e brocchiere in mano. Francesco è dall’altro lato della palestra e, come me, sta duellando da ore con persone riunitesi da Germania, Danimarca, Francia, Alaska… L’evento è stato concepito ed organizzato da Roland Warzecha (per i disattenti: sono certo che se cercate su youtube “hammaborg buckler” potreste capire di chi parlo… il brizzolato di cui sopra) e Clemens Nimscholz della twerchhau. Pensando a Dreynevent, Djon, Swordfish (ed io ci aggiungerei, nel giro di qualche anno, Celje) giusto per citarne alcuni tra i più consolidati, sono eventi con tratti comuni che aggregano nello stesso contenitore molti argomenti, classi, competizioni. Il BBB è invece incentrato esclusivamente su assalti liberi di spada e brocchiere e qualche discussione tecnica a riguardo. Berlin Buckler Bouts 2012 from SeptemCustodie on Vimeo. Sabato, dopo una breve introduzione, si è cominciato con gli assalti liberi. Assalti alla moviola, tutti i movimenti dovevano essere lenti e controllati privilegiando l’aspetto tattico di concatenazione delle tecniche. Ogni venti minuti circa Roland ci interrompeva con qualche suggerimento tecnico o tattico per poi riprendere i “bout”. Una mezz’ora per il pranzo e avanti così. Io e Francesco abbiamo calcolato di aver fatto spada e brocchiere per circa quindici ore ripartite nelle due giornate del BBB. Una quantità di liberi difficile da stimare ed il risultato di aver realmente conosciuto tutti, se non altro spada e brocchiere in mano. Gli assalti di domenica erano mediamente caratterizzati da una velocità d’esecuzione ed una fluidità maggiore. La domenica si è anche dedicato del tempo a degli assalti senza maschera e guanti, concentrandosi in particolare su quel delicato equilibrio tra calma e determinazione che ha pervaso tutta l’attività di quel fine settimana. Il risultato sull’aspetto sicurezza è stato significativo: zero infortuni per qualcosa come 400 ore di bout complessive! Per quanto riguarda le interpretazioni del “nostro” I.33 sono piuttosto felice che le nostre interpretazioni si allineino decentemente con quelle di Roland, ed in generale con tutte le persone convenute, sebbene sia stato un evento illuminante per alcuni dettagli che erano solo abbozzati nella nostra mente. Uno dei momenti più belli ed interessanti è stato la dimostrazione di come sia necessario considerare in ogni momento dell’ allenamento le spade come affilate. Vuoi per la risposta diversa, la definirei cristallina, sul legame, vuoi perchè deve condizionare la forza ed il modo in cui i tagli vengono eseguiti. Le dimostrazione di come, con una lama realmente affilata, una pacca sia assolutamente insufficente a tagliare le carni sotto un banale strato tessile se non accompagnata da un movimento di sfilata è stata indimenticabile. Ringrazio in particolare Karen Schmidt e Roland Warzecha per il materiale video/foto a corredo di questo articolo, senza il loro consenso le mie parole non avrebbero decisamente reso giustizia al Berlin Buckler Bouts! Una Nota da Francesco Lanza: Aggiungo le mie parole a quelle giorgesche per descrivere l’esperienza dal mio punto di vista: nonostante abbia passato letteralmente anni ad analizzare quel testo e le sue soluzioni, l’esperienza e la necessità mi hanno costantemente trascinato come una corrente verso la spada lunga. Ho sempre sentito di essermi perso qualcosa per strada per quello che riguarda l’I33, e questo senso di smarrimento è stato contemporaneamente acuito e poi brutalmente vivisezionato in questi due giorni mostruosi dedicati alla spada ed al brocchiere. Questa coppia di armi è semplicemente incredibile. Stimola l’attenzione, l’equilibrio e la propriocezione – applicata nel modo corretto è stata un vero rimedio medievale per la mia idiozia, da cui sto traendo tutt’ora beneficio a tutto tondo. Ho avuto modo di trovarmi davanti a bravi marzialisti da quando ho scoperto questa passione, ma per alcuni versi Roland ed alcuni dei ragazzi che erano presenti al BBB erano qualcosa di “diverso”. La sensazione era di essere metodicamente fatti a pezzi al rallentatore, punte, tagli e brocchieri arrivavano da tutte le parti e nonostante la perfetta capacità di vedere cosa stesse succedendo, era per me impossibile arrestare l’assedio. Il termine “assedio” qui deve far riflettere: sia per il contesto dell’I.33 che per le sensazioni che evoca nel praticante. Un assedio è calcolato, deliberato, misurato. Non è possibile risolvere un qualsiasi problema marziale diventando più veloci, più frenetici e più violenti quando abbiamo già buttato il cervello dalla finestra. Occorre imparare a rilassarsi e diventare come una spugna per capire tutto quello che succede – Parafrasando Roland, capirai di essere sulla buona strada quando dall’interno ti sembrerà di andare pianissimo, mentre da fuori sei un turbine. Semplicemente fantastico, ed uno stimolo ad un allenamento qualitativamente e quantitativamente migliore.
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La PFG, annata 2012/2013

L’annata indoor di scherma è ricominciata e, al momento in cui scrivo, sono passate un paio di lezioni. Così, un po’ come riferimento personale per il futuro, un p0′ per voglia di condivisione, desidero raccontare come abbiamo deciso di strutturare gli allenamenti di questa fase iniziale della stagione.
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HEMA Celje 2012

Ridicolmente la violenza per la SeptemCustodie è un evento sociale, essere colpiti in modo irruento per poi venir buttati nella polvere è un momento gioioso, tornare a casa con qualche livido porta all’estasi dei sensi. -Luca Venchi – HEMA-maniaco Nel weekend appena trascorso la 7C ha ben pensato di partecipare ufficialmente al suo secondo evento HEMA (Historical European Martial Arts), dopo aver provato le gioie dello scorso novembre 2011 allo Swordfish non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di andare in un posto diverse leghe più vicino a noi, l’evento HEMA Celje 2012.
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Le Federschwert di Peter Regenyei

Negli ultimi mesi abbiamo avuto modo di giocare un po’ con le “federschwert” create da Peter Regenyei: tra l’associazione stessa ed i suoi soci, più qualche amico che si è unito all’affare, ne abbiamo comprate più di mezza dozzina. Le nostre impressioni sono decisamente positive, perchè abbiamo trovato un’ottimo strumento che si accordava perfettamente alle nostre “necessità marziali”, se mi si passa il neologismo.
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Swordfish 2011

Di ritorno dalla Svezia avevamo tutti la sensazione di esserci dimenticati qualcosa, ma oramai presi dalla nostra routine quotidiana non c’abbiamo fatto caso e siamo andati avanti ad allenarci, lavorare, studiare ecc. Dopodiché oggi guardando i video che circolano su internet ormai sempre più numerosi e cercando su youtube i caricamenti dei numerosi partecipanti agli stage e ai tornei mi sono chiesto come mai non si vedessero in giro le foto. Per ovviare a questa strana lacuna di internet la SeptemCustodie presenta un articolo di presentazione dello SWORDFISH2011.
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