Allenamento con gli appesi – Asola 2017

Asola, che dire di questo luogo sperduto in mezzo alla pianura padana? Semplicemente che ogni anno, regolarmente, la compagnia dell’Appeso organizza uno scambio d’idee tra appassionati di scherma storica e quest’anno più che mai a mio parere semplicemente bellissimo. Incontrare ogni anno schermidori provenienti da tutta l’Italia e dall’estero lo rende sempre un incontro a cui non si può mancare per migliorare il proprio livello di comprensione della scherma. Quest’anno purtroppo della 7C, causa impegni vari ed eventuali, siamo riusciti ad andare solo io e Riccardo e per entrambi è stato un momento di grande intensità.
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Spada e brocchiere nel Codice I.6.2°.4

Continuano i lavori di comparazione dell’antica arte dimicatoria di spada e brocchiere, con il codice I.6.2°.4. Strettissima la parentela con l’Opus de arte atletica di P.H.Mair essendo il codice illustrato in parte da Jörg Breu il giovane, lo stesso autore delle splendide tavole di Paulus Hector Mair. Datato al 1545 è in grado di regalare una forte emozione guardandone le tavole dedicate alle tecniche che coinvolgono il piccolo disco metallico da mano. Osservando  quelle pagine e confrontandole solo una domanda può martellare la mente: “Jörg! Perchè diamine  solo chi utilizza spada e brocchiere è vestito come fosse uscito da duecento anni di naftalina?  Guarda questi altri con spada lunga e abiti all’ultima moda!” Qualche risposta e delle osservazioni tecniche sull’arte di spada e brocchiero possono essere lette nel relativo articolo sul Lutegeroblog: Codice I.6.2°.4 Approfitto anche per dire che i prossimi post sul lutegeroblog avranno bisogno di un po di tempo per maturare, ma ci avviciniamo alla parte interessante e più corposa. Intanto vi auguro buona lettura!
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Il Boccaccio che non ti aspetti

Assieme alla spada, l’elemento identificativo delle rievocazioni medievali è certamente l’armatura. Molti anni sono passati dall’esordio di questo tipo di eventi eppure ancora oggi tante armature vengono maltrattate dalle Alpi al fondo dello Stivale. Motivo: (più che una causa, una scusa) non esiste un documento italiano che spieghi come montare un’armatura nel periodo rievocativo più in voga (il famoso “Trecciento” ndr.). In effetti rari sono i testi che identificano e spiegano la composizione delle pezze difensive medievali. Solitamente gli studiosi seri si ritrovano con mani sudate e palpitazioni alla vista di inventari, elenchi e distinte di carico riguardanti tale argomento (con i manuali sopraggiunge l’infarto). Il più noto di questi è sicuramente lo scritto “How a man schall be armyd at his ese when he schal fighte on foote”. In questo testo viene indicata la sequenza in cui montare le parti di un arnese difensivo e gli indumenti necessari a “combattere comodamente a piedi”. Ma essendo il nostro un paese profondamente pigr… affezionato alla propria lingua, molti disdegnano un testo “nell’idioma della perfida Albione”. Di più: il testo è decisamente successivo al periodo citato all’inizio. Sull’onda di questo sentimento nazionale vige l’anarchia più totale su cosa sia o meno lecito portare per definire un’armatura italiana, come pure sull’ordine in cui montarla addosso al povero malcapitato. Ma forse le cose cambieranno grazie al fortunato ritrovamento di Marco Signorini (navigato ricostruttore storico) in un testo di Boccaccio. Nella sua opera “Filocolo” ci imbattiamo in questo: “Veduta Ascalion la ferma volontà di Florio, sanza più parlare, egli lo ‘ncominciò ad armare di bella e buona arme; e poi ch’egli gli ebbe fatto vestire una grossa giubba di zendado vermiglio, gli fece calzare due bellissime calze di maglia, e appresso i pungenti speroni; e sopra le calze gli mise un paio di gambiere lucenti come se fossero di bianco argento, e un paio di cosciali; e similemente fattegli mettere le maniche e cignere le falde, gli mise la gorgiera; e appresso gli vestì un paio di leggierissime piatte, coperte d’un vermiglio sciamito, guarnite di quanto bisognava nobilmente e fini ad ogni pruova. E poi che gli ebbe armate le braccia di be’ bracciali e musacchini, gli fece cingere la celestiale spada, dandogli poi un bacinetto a camaglio bello e forte, sopra ‘l quale un fortissimo elmo rilucente e leggiero, ornato di ricchissime pietre preziose, sopra ‘l quale un’aquila con l’alie aperte di fino oro risplendeva, gli mise, donandoli un paio di guanti quali a tanta e tale armadura si richiedevano,e appresso il sinistro omero gli armò d’un bello scudetto e forte e ben fatto, tutto risplendente di fino oro, nel quale sei rosette vermiglie campeggiavano.” Ebbene: IL RE E’ NUDO… anzi, stavolta è tutto di ferro vestito. Devo ammettere che in tanti anni di strenua ricerca, neppure a me era mai balzato in mente di andare a caccia di informazioni di tale tipo dentro ad uno scritto di Boccaccio (più utile quando si cercano aneddotti divertenti sul medioevo, quali “il piuolo con il quale si piantan gli uomini”). Il testo è ad ogni modo eccezionale: presenta una completa compatibilità per epoca e composizione con le pezze difensive ritratte nelle lastre terragne presenti nella chiesa di Santa Maria Novella a Firenze (una su tutte quella di Lorenzo Acciaiuoli) come pure le statue presenti sulle Arche di Verona. E’ pure prodigo di dettagli ancor più interessanti: conferma la presenza di un indumento imbottito consistente, ma foderato in seta grezza decorata con filo d’oro o altre fantasie policrome al posto del classico lino; Non fa menzione alcuna di un’intera camicia di maglia sotto al resto della panoplia, anzi, cita testualmente quelle che hanno tutto l’aspetto di pezzature di maglia separate (ae. calze, bracciali, fianchi, gorgiera); pone un profondo accento sull’importanza della leggerezza dell’armamento (addio per sempre, paranco per issare uomini “a bordo” dei cavalli); esalta la componente estetica delle varie pezze, rimarcando la cura e l’attenzione posta sia alla fabbricazione che alla manutenzione dei pezzi d’armatura (addio per sempre, mito de “se il guerriero ha l’armatura lucente, non ha mai provato la vera Battaglia ™). Insomma: ora abbiamo un testo completo, che getta luce sull’impianto difensivo Italiano di metà ‘300, senza “cialtronerie e compromessi” (modo di dire tanto caro alla nostra associazione). Lo pubblico nella speranza che diventi virale nell’ambiente ed aiuti a smontare un po’ di luoghi comuni. In fondo è anche per questo se esistono associazioni come la nostra. PS: il ‘musacchino’ si identificherebbe come il tondello, a volte zoomorfo) a protezione della spalla / cuffia del rotatorio.
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Lutegerus vs LPA83

Libri picture A.83. Non sapete di che parlo? Ottimo: forse troverete interessante la lettura di questo articolo sul Lutegeroblog. L’altra ipotesi invece è che sappiate cosa sia e vi si stia sollevando un sopracciglio mentre vi dite “… ecosamenedovrebbefregare?micaèuntrattatodischerma…” ma è proprio qui che la faccenda si fa interessante: questa raccolta di disegni è uno degli anelli che potrebbero collegare il lascito di Lutegerus all’enciclopedia a colori, ed in due lingue, della scherma di Mair. Sebbene, per completare il quadro, ci sia molto lavoro da fare intanto questo tassello è pronto per essere adeguatamente incastrato. Ed in effetti guardando questi disegni mi chiedo incessantemente: Ma questa luctacio Lutegerus lo conosceva? E questa tecnica l’anonimo autore dei disegni, o i suoi modelli, l’hanno ripresa dall’eredità lasciata dal prete? Ah il bello della ricerca: per rispondere ad una domanda si lavora ore e se ne trovano N altre a cui far fronte. Che dire, buone domande.
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Lutegerus ed il filo invisibile dei folii perduti

Sono pervenuti sino a noi dei manoscritti di area germanica che potrebbero avere come matrice comune il lascito di Lutegerus. Il nuovo articolo scritto sul blog dedicato all’I.33 vuole presentarli cronologicamente e fornire tutti i dettagli per poter guardare con i propri occhi quelle tavole nei vari archivi digitali. Immaginando magari questa eredità tramandata e queste relazioni incrociate, poichè, è il caso di ricordarlo, questi oggetti scritti e disegnati rappresentano anche delle persone, con le loro idee, e delle relazioni tra studiosi di una disciplina variegata e complessa. Persone che, forse, hanno avuto modo di conoscersi in modo diretto o indiretto con il vantaggio, se non altro, di una vicinanza temporale maggiore rispetto a quella di cui possiamo godere noi oggi. Questo materiale si integra con il corpus di spada e brocchiere nella tradizione Liechtenaueriana tramandataci da Andre Lignitzer, già estensivamente meditata da Francesco nei suoi varii post qui su 7C. Aggiungo infine che se avete curiosità di sapere perchè, nonostante il nostro interesse sia incentrato sui fogli consunti e scarabocchiati del prete, ci prendiamo la briga di guardare a tutte queste altre fonti penso dovreste leggere qui quali sono le nostre motivazioni condivise. Buona lettura!
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Lutegerus bozza di lavoro.

Originariamente pubblicato su http://lutegerus.wordpress.com/2011/11/23/prima-bozza/ Una pietra miliare. Trovo sconcertante come sia decisamente difficoltoso tradurre su carta idee, dinamiche, principii. Circa un anno fa avevo terminato il ridisegno e la traduzione del trattato e celebravo l’avvenimento con questo post. Oggi invece scrivo queste righe per segnalare a chi legge che i commentarii ai quaranta ludus di Lutegero sono finiti. O meglio è finita la loro prima stesura.
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HS 3227a Hanko Döbringer: finita la traduzione!

E’ finita. E’ tutta pubblicata. Chi ci segue saprà che negli ultimi tre anni ho lavorato alla traduzione di quello che spesso si ritiene essere il manoscritto più antico sulla spada lunga in Europa, l’HS 3227a “Hanko Döbringer”, rendendolo per la prima volta disponibile ai miei colleghi marzialisti storici nella nostra lingua. Non è stata un’impresa facile: ho dovuto confrontarmi con una lingua strana che non conoscevo, e che ho imparato grazie al lavoro di tanti esperti di origine anglosassone e un paio di buoni dizionari. Ah, le gioie dei Mittelhochdeutsch. Potrete non credermi, ma non è un idioma estremamente complesso.
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Giro di “broacchiere”

Spero perdonerete il neologismo, ma era un modo per segnalare il giro di boa nel Lutegeroblog. Ebbene si, finalmente abbiamo superato la metà dei commentarii in modo ufficiale. La parte interessante è che concludere i commentarii non significherà affatto aver finito il lavoro! In scaletta ci sono ancora molte cose da fare e se l’estate ci assisterà forse vedrete, entro l’anno, qualcosa dei progetti che ci siamo prefissi per gettare uno sguardo quanto più cristallino sulle complesse arti di spada e brocchiere. Vi segnalo anche, se ve lo foste persi, questo excursus che potrebbe finalmente chiarire una nebulosa frase che compare nel trattato: Tres sunt que preeunt relique tunc fugiunt Chiaramente solo il trattatista avrebbe il potere di smentire o confermare la nostra educata ipotesi. E voi che significato credete abbia questa frase nel primo folio del trattato?
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Sit tibi Langort

I.33, Langort. Ora dice “…tieni questa [custodia] in maggior considerazione delle precedenti guardie suddette…” Poi ne dice: “…è una contraria comune…assedio generale…che tutti i comuni schermidori assumono…comune e di modico valore…”. Alle volte la disegna per aria, alle volte verso terra o dritta in avanti, alla fine del trattato, completamente ubriaco, la rappresenta con la punta a terra e all’indietro e la regge con una mano infilata precedentemente nella ruota di un carro in corsa. Dopo ho letto il trattato. Ed in effetti volevo farvi leggere le mie conclusioni, rendendovi partecipi anche dei ragionamenti svolti per arrivarvi. Se vi state chiedendo dove: nel nuovo post sit tibi langort ovviamente sul lutegeroblog.
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Alkersleiben tecnica o…

Segnalo la pubblicazione di un excursus sul lutegeroblog che vi aggiorna sul significato attribuito al termine Alkersleiben. E’ un sunto di cosa si trova attualmente nell’edito oltre a una piccola ricerca sulla grafia del termine e qualche elemento di ricerca in più. Oltre ovviamente all’idea che ci siamo fatti noi sul termine. Questa parola compare una sola volta nel folio 2r del trattato MS I33 e rappresenta un piccolo enigma al quale, speriamo, di aver aggiunto elementi validi alla sua risoluzione. Non mi resta che augurarvi buona lettura!
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