Cividale – Palio di S. Donato 2007

30/08/2007 0 Di Alessandra

Ore 3 del mattino… c’è un vento fortissimo, è sabato e devo andare a Cividale…le 3 del mattino?!!!?!? Che C…BIIIP…O ci faccio sveglia a ’sta ora? Sono andata a dormire tre ore fa dopo aver passato la serata schiavizzando Stefano…no, no, qui la gente pensa male, reset e ricominciamo daccapo! La manifestazione di Cividale è stata la più attesa dell’anno: il debutto in grande stile dell’accampamento della Septemcustodie.

Prepara la tenda, lucida le armature, pulisci le spade, dipingi scudi, prepara i depliants, stiva tutto in auto, chi fa rievocazione storica conosce le procedure. Io ho deciso di partire sabato mattina, di buon’ora, e di raggiungere il resto della truppa a Cividale dove avevano già montato il campo il venerdì pomeriggio. Passando per Udine, mi sono fermata a casa di mia nonna per rifornirmi di alcuni “dettagli” da poter utilizzare nell’accampamento: mazzetti di salvia, rosmarino e malva, uova sode, fichi, carote, cetrioli e un pomodoro (si, lo so che su una tavola medievale il pomodoro non c’era ma si trattava di allestire un giochetto in stile “trova l’errore” per i visitatori). Mia mamma aveva anche acquistato un sacco di poco medievali bomboloni e frittelloni per la colazione dei suoi rievocatori J.

Mia nonna, mia mamma ed io siamo arrivate a Cividale cariche come muli e ci siamo avviate verso il belvedere sul fiume, luogo preposto all’allestimento degli accampamenti. C’era anche qui un vento fortissimo. Il nostro campo, per fortuna, era riparato da alti muri di sasso. Avevamo una bella posizione: vicino alla scala che portava al belvedere e agli altri accampamenti, riparati dal vento e con una fontana d’acqua potabile a disposizione che abbiamo mimetizzato con delle assi di legno. Da lì sarebbe passata un sacco di gente eppoi, ciliegina sulla torta, avevamo come vicini di campo tre falchi che facevano bella mostra di loro su di un trespolo. Molte persone ci hanno chiesto se quelle bestie fossero nostre… magari!

Tutte le cose “moderne” sono state lasciate in auto: il campo era perfettamente ricostruito e la tenda era visitabile anche all’interno. La tavola era imbandita con il gioco del “Scopri l’errore” e la rastrelliera con le spade attirava i bambini a frotte. I visitatori più interessanti del campo sono stati un gruppo di giapponesi che si divertivano tantissimo e hanno fatto una marea di foto (pagherei per sapere cosa racconteranno una volta rientrati a casa, giuro!) e una bimbetta di tre anni che si rotolava felice sulle pellicce nella tenda.

Di gente ce n’è stata tantissima e ci ha impegnato l’intera giornata: io che facevo i sigilli in ceralacca sui depliants che poi davo alle persone, Giorgio e Massimo che intrattenevano gli ospiti del campo rispondendo alle loro domande, Tania e Luca anche loro a parlare con la gente e a tener d’occhio il campo.
Due giornate davvero impegnative ma ricche di soddisfazioni personali. La sera di domenica, l’ultima cassa della Septemcustodie è stata portata via dal campo in concomitanza del primo fuoco d’artificio esploso. Siamo rientrati a Trieste alle tre del mattino…di nuovo?

Si ringrazia, in ordine puramente casuale, per l’ottima riuscita di questa manifestazione: Massimo & Tania due betoniere di idee e di novità che servivano al gruppo, il magistro scholare Giorgio e le sue capacità cabarettistiche, il ramingo Luca che si fa Trieste-Cividale-Trieste-festa di Alvise-Cividale e rischia pure l’assideramento per seguire i suoi sogni, Stefano per essersi preso cura del mio furetto e delle altre bestie e per essere stato schiavizzato nella piegatura dei depliants, mia mamma e mia nonna per la colazione e le forniture di cibo medievale (e per il passaggio), la pro loco di Cividale per l’organizzazione e i pasti caldi, Roberto Battilana perché come racconta lui gli aneddoti non li racconta nessuno, il signor Paolo Bocchi per la disponibilità, il Magistro Re Massimo Malipiero, Gianmaria, sua moglie e la loro stupenda bambina (come vi invidio), Irenina, Massimiliano e Andrea.

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