I castelli del Friuli – Partistagno

15/10/2006 0 Di Giorgio Fonda

Per la serie: ” GITE DOMENICALI ESTIVE”, mecoledì Alessandra e io abbiamo intrapreso un’ avventura fuori porta. Meta del viaggio il castello di Partistagno in zona Attimis ( provincia di Udine). Partenza ore sette del mattino in bici da Trieste… no, non ci siamo fatti Trieste-Udine, Udine-Attimis tutta in bici, anche se il capo treno, appena ci ha visti arrancare verso la testa del treno con velocipedi al seguito, ci ha detto: ” Dai su ragazzi, così giovani vi potete permettere di andare in bici fino a Udine!”.

No grazie siamo fuori allenamento!

Arrivati a Udine, tappa obbligatoria a casa dei nonni di Alessandra per cambiare una bici con una più adatta all’ escursione. Non siamo riusciti a sfuggire alle pressioni culinarie della nonna di Alessandra e ci siamo concessi una seconda colazione a base di salsiccia e piselli alle 11.30 del mattino. “Non vorrete andare su fino ad Attimis senza mangiare?”: guai a dire di no alla nonna di Alessandra quando si tratta di cibo.

Da Udine ad Attimis vi sono circa 30 Km. E’ una bella escursione su strade solitamente poco trafficate che attraversano la campagna friulana fino alle prime colline dove si trova il paese di Attims. Il castello, essendo abbarbicato su una collina, è ben visibile dalla strada. Per raggiungerlo abbiamo lasciato le biciclette presso un monastero e abbiamo imboccato il piccolo sentiero a piedi. La passeggiata in mezzo al bosco è molto piacevole e dura meno di venti minuti. Poco prima dell’ arrivo al sito archeologico però c’ era una brutta sorpresa: una rete da cantiere arancione bloccava il sentiero. il cartello ” vietato l’ingresso alle persone non autorizzate” ci scoraggiava a proseguire nella nostra avventura. In fondo però eravamo arrivati fin là… se volevano vietare l’entrata al castello, potevano mettere l’avviso all’inizio del percorso! La barrierea quindi è stata bellamente scavalcata, così come la seconda e la terza che abbiamo trovato successivamente lungo il sentiero.

Arrivati ai ruderi, il paesaggio che si può godere dall’ alto è bellissimo: si vede tutta la campagna friulana, un’ enorme distesa verde e gialla fino all’ orizzonte. All’ interno del castello, l’ aria è fresca e il silenzio assoluto. In mezzo alla polvere ci sono badili, carriole e altri altrezzi da scavo abbandonati: si tratta dell’ eredità lasciata al castello dai vari studiosi e archeologi che vi hanno trascorso del tempo alla ricerca di manufatti, la maggior parte dei quali è oggi visibile al museo medievale di Attimis. I tre piani del castello sono stati ricostruiti in legno e sono accessibili tramite scale. A chiunque vorrà visitare questo sito, ricordo che attualmente è sede di lavori di ristrutturazione da parte del comune di Attimis. La struttura dei piani è solida e consente l’ accesso a tutto l’ edificio. Tuttavia, infiltrazioni d’acqua e gelate invernali hanno compromesso la pavimentazione in alcuni punti quindi si consiglia molta prudenza e l’uso del sempre utile buon senso.

Ad un tratto, il silenzio del castello viene rotto da un vociare. Due uomini scendono dal piano più alto dell’ edificio: si tratta di addetti ai lavori che ci guardano con un’ espressione stupita dipinta sul volto… forse anche dovuta al fatto che Alessandra è vestita con abiti medievali femminili. E’ lei che spiega la situazione: vogliamo solo fare un paio di foto al castello per il nostro sito. I due uomini si guardano perplessi e poi ci domandano: “Ma da che parte siete saliti al castello?” E noi: “Dalla strada del bosco” al che loro scoppiano a ridere e ci rispondono: “Ma non potevate salire dalla nuova strada asfaltata che abbiamo costruito? Così se dovevate portare su più roba facevate meno fatica.” In effetti non sarebbe male l’idea di far foto in armatura utilizzando il castello di Partistagno come location ma ora, con i lavori di ristrutturazione in corso, sarà un progetto rimandato a tempo indeterminato anche perchè non credo saremo così fortunati da incontrare ogni volta persone così gentili come i due signori che ci hanno sorpreso al castello.

“Bon, Bon, ragazzi, fate quello che dovete fare ma state attenti che qui è un cantiere” ci hanno raccomandato e sono usciti dal castello. Noi abbiamo fatto le foto e poi siamo scesi sempre dalla strada del bosco verso il monastero e le nostre bici: missione compiuta!

———————————-

Informazioni tratte da Consorzio per la salvaguardia dei castelli storici del Friuli Venezia-Giulia.

Il complesso edilizio del castello di Partistagno, collocato lungo la strada che conduce da Attimis a Faedis ( Località Borgo Faris), è ritenuto uno dei più suggestivi e attraenti luoghi fortificati medievali del Friuli. Il castello è impropriamente distinto in “superiore e inferiore”: in realtà è da considerarsi un organismo architettonico unitario costituito da più parti aggiunte in un lungo arco di tempo.

Non si conosce la data della prima edificazione ma si sa che fu inizialmente proprietà dei conti d’ Attems e, in seguito, dei signori di Faedis ( poi detti di Cucagna); dal 1273 è nelle mani dei nobili che hanno assunto il nome di Cucagna di Partistagno. Nell’ ambito del XVI secolo il luogo viene abbandonato e inizia la sua lenta rovina.

Sopravvive il nucleo sommitale costituito dalla torrre-mastio, dalla cappella nobiliare (con affreschi della seconda metà del ‘300), dalla cisterna e dal “corpo di fabbrica occidentale”: una serie di ampi vani destinata probabilmente alla residenza signorile. Fra le strutture della cerchia inferiore svetta il palatium, munito di eleganti bifore e sviluppato su tre piani. La sua costruzione potrebbe risalire alla fine del XIV secolo o all’ inizio del successivo; molti gli indizi che avallano quest’ ipotesi: la tipologia edilizia (“casa-forte” con funzione residenziale), i particolari costruttivi (la tipologia delle finestre, la decorazione interna con intonaco affrescato e il rivestimento del pavimento con “cocciopesto”), le vicende edilizie (la trasformazione dell’ interno in un ampio arco di tempo con la sua tripartizione tramite setti murari, il rifacimento degli intonaci, l’ apertura di porte e finestre, etc.).

Elementi architettonici e tracce di arredo edilizio all’ interno offrono un’ idea dell’ originaria destinazione d’ uso dei quattro piani ( che, probabilmente, rispecchia quella degli interni delle torri residenziali): seminterrato (utilizzato per l’ immagazzinamento); piano nobile (o per la rappresentanza); piano residenziale (con meno finestre e munito di “nicchie lavabo”); soffitta (o piano di servizio).

E’ stato appurato che il castello, da qualche anno oggetto di indagini condotte stratigraficamente dallo staff del museo, possiede strutture databili anteriormente al XIII secolo e che la torre-mastio, la cisterna e la ricostruzione dell’ edificio di culto risalgono ad un’ epoca collocabile tra la fine del XII e la fine del XIII secolo.

L’indagine archeologica, la tipologia e l’ analisi della tecnica costruttiva dei muri della torre di Partistagno (conci lavorati e messi in opera in filari regolari), ci suggeriscono una datazione non anteriore al XII secolo.

Un’ epoca in cui la torre del castello domina su tutti gli altri edifici castrensi e può non possedere più funzione residenziale ma solo di estremo rifugio.

———————————-


Visualizzazione ingrandita della mappa

Per raggiungere il castello bisogna da Attimis proseguire in direzione Faedis e, sulla sinistra, si scorgerà sul colle il castello. Sulla strada non ci sono indicazioni per il castello quindi bisogna esplorare un pò la zona per trovare la svolta a sinistra corretta. Comunque nelle vicinanze si trova anche un’ agriturismo e un monastero quindi trovare la strada non è impossibile. Trovata la zona lasciate l’auto e esplorate a piedi cercando con attenzione si trovano le indicazioni verso il castello.