I castelli del friuli – Gronumbergo

01/09/2006 0 Di Giorgio Fonda

Tra i castelli più inaccessibili che abbiamo visitato, merita senz’ altro il primo posto quello di Gronumbergo. La prima difficoltà sta infatti nel trovare il sentiero: è poco visibile e per raggiungerlo bisogna passare il ponte sul fiume Natisone, dopodichè fermarsi poco prima della casermetta dismessa e aguzzare la vista. L’ ingresso del sentiero è difficile da trovare e anche percorrerlo richiede attenzione poichè spesso si ha la sensazione di esserne usciti.

I cartelli posti all’ ingresso del sentiero ti instradano nel fitto del bosco promettendoti di raggiungere la meta nel giro di 15-20 minuti. La camminata è piuttosto faticosa e il terreno è ricoperto di fango scivoloso. La vegetazione è talmente fitta che i raggi del sole non filtrano attraverso questo sbarramento verde: sperare di orientarsi guardando i ruderi del castello è pura utopia. Ad un tratto il sentiero sbuca su di una strada di ghiaia bianca che qualche metro più in basso svolta bruscamente verso destra scomparendo dietro la collina. Del castello nessuna traccia: non si capisce se il sentiero l’ ha superato o se bisogna continuare la salita. Dall’ altro lato della strada di ghiaia bianca, il sottobosco si apre lasciando intravvedere una possibile continuazione del sentiero.

Non ci sono indicazioni: sarà dunque quella la strada giusta? Il castello sarà in cima a questa collina? Purtroppo si tratta di un falso sentiero: in realtà è il letto di un piccolo ruscello asciutto per la maggior parte dell’ anno. Noi ignari esploratori l’ abbiamo capito circa 20 minuti di salita dopo: non a causa della nostra “cittadina” ignoranza dei sentieri o dei letti di torrenti ma perchè posso assicurarvi che tra il primo tratto di percorso e il falso secondo, non ci sono evidenti differenze morfologiche. Decidiamo quindi di ritornare sui nostri passi e sbuchiamo nuovamente sulla strada ghiaiosa. Andando verso sinistra, si ritorna nel fitto del bosco; verso destra, il sentiero curva dietro la collina. Forse da lì si vedono i resti del castello. Ed è proprio così infatti: sul cocuzzolo della collina vicino svetta il corpo centrale della costruzione.

In mezzo all’ erba fitta si intravvede un sentiero che scende dolcemente per poi risalire lungo il versante della collina. Bisogna fare attenzione perchè in certi punti il terreno frana: si incontrano infatti testimonianze di questo movimento del terreno nei corrimano crollati o nei guardrail rovesciati nei fossi più in basso. Le rovine sono circondate dalla vegetazione. All’ interno del corpo centrale dell’ edificio sono cresciuti alberi di media grandezza. Ci si chiede come abbiano fatto a erigere un castello in un luogo impervio come questo eppure le mura sono qui, ancora alte e imponenti a guardare il sole nel tramonto ormai da secoli.

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Informazioni tratte da Consorzio per la salvaguardia dei castelli storici del Friuli Venezia-Giulia.

Il sito ospitò fin da epoca romana una specola a custodia della valle del Natisone, sulla strada che conduceva a Forum Iulii (Cividale), mantenendo la stessa valenza di controllo anche nelle epoche successive. Dal 1276 feudo dei signori omonimi, in séguito passò ai nobili cividalesi de’ Portis, che lo tennero fino al 1401, allorché, per via femminile, fu ereditato dai nobili Formentini.

Nel 1776 fu acquistato dai Remondini, celebre famiglia di stampatori di Bassano che lo tennero per quasi un secolo. Nonostante l’abbandono e il degrado subentrati a partire dagli inizî del secolo scorso, i resti del castello si ergono ancora imponenti sulla pendice del monte Purgessimo, immersi in un lussureggiante ambiente naturale ricco di bellezza e di suggestione.

Di grande interesse il fossato scavato nella roccia che proteggeva l’accesso, e le murature perimetrali, con paramenti esterni in conci accuratamente sbozzati e connessi tra loro, sulla cui sommità, in alcuni tratti, si intravedono ancora tracce della merlatura originale.

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Visualizzazione ingrandita della mappa

Comunque sia la prima difficoltà che si incontra nel raggiungere il castello sta infatti nel trovare il sentiero: è poco visibile e per raggiungerlo bisogna passare il ponte sul fiume Natisone, dopodichè fermarsi poco prima della casermetta dismessa e aguzzare la vista. L’ ingresso del sentiero è difficile da trovare e anche percorrerlo richiede attenzione poichè spesso si ha la sensazione di esserne usciti