I castelli del friuli – Cergneu

20/08/2006 0 Di Giorgio Fonda

Arrivare al castello di Cergneu, località Nimis, non è così facile come sembra. Benché i ruderi siano visibili dalla strada che attraversa il piccolo comune, il sentiero che li raggiunge non è così ben in vista.

Una cosa importante da sapere: se chiedete indicazioni, la gente del posto sarà sicuramente ben disposta a darvele ma attenti a come ponete la domanda. Alessandra, infatti, chiedendo ad un gentil vecchietto che innaffiava i fiori: “Mi scusi, mi sa dire la strada per arrivare al castello ?”, si è vista dare indicazioni precise al centimetro che però ci hanno portati di fronte al ristorante “Al Castello”!

D’altronde era mezzogiorno passato e il buon uomo avrà pensato che avessimo fame. Non tutto il male vien per nuocere, si dice, e così abbiamo approfittato del ristorante aperto anche a ferragosto per mangiarci un bel piatto di calamari fritti, che non sarà la specialità tipica di Cergneu ma era molto buono lo stesso !

L’oste, un uomo enorme ma gentilissimo, ci ha dato le indicazioni giuste per raggiungere le rovine. Il sentiero è di facile percorrenza e la salita non è troppo faticosa. In meno di 10 minuti si avvistano già le rovine del castello. Purtroppo il sito è oggetto di scavi e ricerche archeologiche e la maggior parte dell’area è coperta da teli. Questo però non ci ha impedito di fare alcune belle foto degli equipaggiamenti.

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Informazioni tratte da Consorzio per la salvaguardia dei castelli storici del Friuli Venezia-Giulia.

Sorto forse su una precedente difesa romana, nel 1170 il castello fu donato al patriarca d’Aquileia da Voldarico marchese di Toscana. Nel secolo successivo, la giurisdizione passò ai signori di Savorgnano: i figli di Corrado, Detalmo e Pietro, acquisirono il predicato dal nuovo feudo cui si uniranno, nel Quattrocento, quelli di Brazzà inferiore e superiore; i resti del castello appartengono tuttora ai discendenti.

Già nel 1521 il fortilizio è descritto come danneggiato; ciò avvenne probabilmente nel corso della contemporanea guerra tra Venezia e l’Impero ma forse anche in séguito ai disordini del giovedì grasso del 1511 e per il terremoto dello stesso anno. La posizione alquanto elevata e l’ormai decaduta importanza strategica, ne decretarono il successivo abbandono.

I resti, ancora imponenti con la torre, il mastio e parte della cortina, si raggiungono percorrendo l’antica stradina castellana (con traccie dell’originale lastricato) attraverso la selva. Prima del castello, superato un suggestivo ponticello, si trova la chiesetta dei Santi Pietro e Paolo (in origine Santa Maria Maddalena), fondata nel 1323.

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Visualizzazione ingrandita della mappa

Partendo da Nimis per raggiungere il castello cercate la trattoria “Al Castello” è proprio sulla strada. Il sentiero che si inerpica verso le rovine si trova pochi metri oltre la trattoria sulla sinistra. E’ molto vicino alla strada e lo si può raggiungere a piedi in circa dieci minuti.