Il furetto Demostene

07/09/2007 1 Di Alessandra

La storia del furetto:

Una piovosa mattina d’Agosto, come ce ne sono state tante in questa estate, ero in città per alcune commissioni. Siccome Trieste non è tanto grande e la si può girare tranquillamente a piedi, compio spesso lunghe deviazioni per andare a visitare altri negozi (librerie, antiquari e pet shop i primi in classifica).
Quel giorno passavo in via San Francesco dove si trova un negozio di animali di recente apertura: il Zooplanet. Ci compro a volte il cibo per i criceti e le tartarughe e, una volta, avevo acquistato anche due pesci combattenti…insomma, un buon negozio con l’inconfondibile puzzo di tanti animali tra cui i conigli (le bestie più puzzolenti in assoluto J). Quel giorno girovagavo tra gli scaffali interessata più al dialogo tra una coppia che voleva regalare ad un’amica comune un cucciolo di terrier o qualcosa di simile (non mi intendo molto di razze canine, ho sempre avuto simpaticissimi bastardini nella mia vita). Erano mesi che si parlava di prendere un furetto, non per amore delle bestie esotiche (che i furetti NON sono), né delle bestie strane (che i furetti SONO, ma per motivi loro) ma per motivi di allergia di Giorgio ai gatti. Il furetto, infatti, viene consigliato come sostituto del gatto a chi è allergico al pelo felino.
In quel negozio, tuttavia , non sembravano esserci furetti. “E come no? La gabbia in alto, sopra i conigli” mi risponde il proprietario del negozio mentre stavo già uscendo. Fu così che lo vidi: un musetto simpaticissimo, l’aria da furbo e un puzzo micidiale!
“La persona che l’aveva prenotato non può più tenerlo e domani io chiudo per ferie, mi toccherà rispedirlo in allevamento. Se vuole le faccio un prezzo di favore e le regalo anche gabbia, accessori e la scatola di cibo che ho aperto e mi scoccia buttare.”
Chi mi conosce sa che, quando si tratta di animali o bambini, basta poco per convincermi…in questo caso, vista l’offerta, è bastato ancora meno. Ho aspettato che Giorgio tornasse dal lavoro per darmi una mano a portare l’ingombrante gabbia e, quello stesso pomeriggio, la mansardina di Alessandra ospitava il suo nuovo inquilino.
A un mese di distanza, la convivenza funziona bene: i criceti lo ignorano e le tartarughe lo guardano come fosse un enorme gamberetto da mangiare ma evito incontri ravvicinati per garantire il quieto vivere. Bisogna stare attenti a dove si lasciano le cose perché più di una volta l’ho visto correre con un mazzo di chiavi, una spilla, una ciabatta, un calzino, una molletta, una tessera della biblioteca, il tappo della doccia, un cucchiaino, un rotolo di scotch, una provetta per le urine, un arco in legno, una soletta da scarpa, un WD 40, un paio di mutande …in bocca (ma mai con tutte le cose assieme, questo no per fortuna!).
Lo abbiamo chiamato Demostene, anche se lui è convinto di chiamarsi “Sputa” il perché ve lo lascio intuire. E’ un furetto europeo, maschio, di circa tre mesi ed estremamente carogna: solo davanti al veterinario fa il garbato e si lascia fare tutto senza mordere. Durante la sua prima visita e vaccinazione il veterinario mi fa “Oh, complimenti, è un furetto bellissimo e molto docile!” la mia risposta è stata: “Ah si? Me ne accorgo solo adesso!” .
In realtà, devo ammettere che già dopo tre giorni rispondeva al richiamo e, dopo cinque giorni, si era abituato all’uso della lettiera quindi tanto scemo non deve essere! In compenso ho tutte le ciabatte spaiate…. DEMOSTENEEEE, DOVE CAVOLO LE HAI NASCOSTEEE?!?!

Il furetto nella storia:

Il furetto ( Mustela putorius furo) è un animale domestico a tutti gli effetti, originario dell’Europa e allevato dall’uomo da più di 2000 anni. Si ritiene che derivi dall’addomesticamento della puzzola europea (Mustela putorius). Il termine “furo”, infatti, indica una sottospecie della puzzola, a cui peraltro il furetto assomiglia moltissimo e con la quale può produrre prole fertile. Da alcuni documenti storici sembra che i furetti siano stati addomesticati per la prima volta dagli egiziani intorno al 1300 a. C., per essere utilizzati nella lotta contro i roditori, ma che in seguito siano stati rimpiazzati dai gatti, meglio adattabili al clima caldo.

I furetti attuali probabilmente derivano dall’addomesticamento iniziato in Europa 2000 anni fa da parte di greci e romani, che li utilizzavano nella caccia (impiego che in alcune zone europee avviene tuttora), sfruttando la capacità di questi piccoli e agili mammiferi di infilarsi nelle tane e nelle gallerie scavate dalla selvaggina.
Nel medioevo, come si può vedere dalle immagini, il furetto veniva impiegato sia per la caccia alla lepre, sia come animale da compagnia. Venite a trovarci nelle prossime manifestazioni… forse ci sarà anche Demostene.

Note:

#immagine 1: manoscritto Ms. francais 616,1388 circa, Bibliotheque Nationale, Paris

#immagine 2: Margaret Scott, Mills & Boon, LATE GOTHIC EUROPE, 1400-1500, London & Humanities Press, New Jersey, 1980. ISBN 0-391-02148-6. Page 16.