Approccio all’apparato muscolo scheletrico per le HEMA

Approccio all’apparato muscolo scheletrico per le HEMA

02/09/2020 0 Di Giorgio Fonda

In uno dei precedenti video spieghiamo velocemente quali siano i substrati energetici in generale mentre in questo nuovo contributo cerchiamo di definire, da un punto di vista metabolico e qualitativo, le caratteristiche fisiologiche dominanti nelle arti marziali storiche europee.

Movimenti esplosivo balistici alattacidi aciclici inseriti in un contesto aerobico lattacido dove la capacità aerobica non è fondamentale ma lo sono la potenza aerobica, la resistenza lattacida, la forza esplosivo-elastica e la resistenza alla forza veloce.

Questa definizione ci permette di orientare adeguatamente la Preparazione Atletica a seconda poi degli obbiettivi specifici, argomento sul quale torneremo dopo aver affrontato il passo seguente. Il passaggio necessario a questo punto è quello di un approfondimento personale sull’apparato muscolo-scheletrico. Possiamo consigliarvi un paio di testi molto interessanti per questo scopo:

Weineck, Jürgen. Anatomia sportiva. Perugia:Calzetti Mariucci Editore, 2004.

Wirhed, Rolf. Anatomia del movimento e abilità atletica. Milano:edi-ermes, 1999.

Affiancandoli ad un buon atlante anatomico avremo sicuramente una comprensione di come i muscoli possano realizzare i movimenti caratteristici della ‘macchina uomo’.

Questo sforzo è  necessario per superare quella vaga conoscenza che suddivide genericamente la muscolatura. Se siete mai passati per una palestra avrete senz’altro avuto per le mani una scheda “gambe e spalle, petto e tricipiti, schiena e bicipiti”. Tuttavia se veramente vogliamo poter analizzare il nostro gesto sportivo, come potrebbe essere un taglio a partire da una data guardia, dobbiamo essere in grado di comprenderne la catena cinetica coinvolta oltre che gli altri aspetti fisiologici.

Se non siamo in grado di capire quali siano gli attori principali in un dato movimento non sapremo cosa stiamo allenando e perché. 

Ci piacerebbe affrontare il discorso in modo enormemente più approfondito parlandovi di gastrocnemio, di cosa sia l’impingment, della tabacchiera anatomica, del perché il quadricipite è in realtà un pentacipite, del perchè il capo corto del bicipite femorale non faccia parte degli ischiocrurali, della ragione per cui le ernie lombari si verifichino nella stragrande percentuale dei casi in L4-L5 o L5-S1, di come mai nello stacco  da terra sia necessario tenere la testa in asse con il tronco durante l’arco di movimento… se molte di queste domande non hanno per voi risposta sarebbe il caso che approfondiste l’argomento allo scopo di ottimizzare le vostre preparazioni atletiche in funzione delle vostre necessità.

L’alternativa è rimanere in balia di chi vi somministra una scheda di ipertrofia 3×12 “gambe e spalle, petto e tricipiti, schiena e bicipiti” o di chi vi propone riscaldamento e potenziamento fatto allo stesso modo da sempre.