Dussack in pillole

Dussack in pillole

19/07/2020 0 Di Luca Venchi

La prima volta che ho avuto occasione di scoprire il dussack è stato quando Giorgio e Francesco L. avevano prodotto i due prototipi di dussack in fior di crosta partendo dalle immagini che si trovano nel trattato di Meyer e Francesco L. aveva anche scritto un articolo sull’argomento che trovo ottimo ancora oggi. A partire da quell’articolo e più precisamente dal cartamodello che vi si trova Allen Karlsson ha tratto ispirazione e adesso produce vari modelli e prototipi di dussack e di questa cosa ringrazia la 7c ancora oggi.

Dopo averlo visto ricordo di aver pensato “…beh bello, carino! Ma chi, chi lo fa?”. Nel 2009 l’associazione era in mutamento e sotto la guida di Francesco L. come presidente dell’associazione ci si stava indirizzando verso la scherma tedesca in quanto la principale lettura trattatistica di Franz era proprio il trattato di J. Meyer che aveva approcciato inizialmente per l’alabarda ma che poi è stata una ventata d’aria fresca anche per la spada lunga e l’associazione stessa.
Insieme a Franz avevamo cominciato a cercare qualcosa di diverso ed intrigante da affiancare alla spada lunga e la scelta era ricaduta sulla sciabola. In quel momento quindi si pensava di andarsi a vedere la sciabola del Radaelli. Scoperto poi che il dussack è definito come protosciabola, alcuni ritengono sia l’incrocio tra un messer ed una sciabola, qualcuno addirittura si spinge a paragonarlo alla scimitarra, cosa che trovo un po’ azzardata in quanto per me rimane una sorta di tozza sciabola. Questi elementi e concatenzioni d’eventi e la mia voglia di entrare nella testa di Meyer mi spinsero quindi a cominciare a tradurre per intero la parte dedicata al Dussack nel suo trattato.

Penso infatti che uno possa leggere un trattato come se sfogliasse una rivista: assorbendo il contenuto degli articoli e magari immaginandone situazioni, storie e attori. Molto diverso se uno volesse capire di più di quanto scritto per arrivare alla visione d’insieme dell’autore. E si era creata questa situazione che percepivo come incompleta nella quale avevamo preso dal trattato alcune parti sul dussack per delle lezioni a complemento della spada lunga e che avevano aiutato i nostri schermidori a migliorare in sala ma sentivo che mancava una visione d’insieme. Ultimo tassello è stato poi Il nostro Francesco C. e che oggi cura lui stesso le lezioni di dussack in sala. Francesco C. nel tempo ha dimostrato di essersi appropriato del concetto di frequens motus attraverso le quattro esercitazioni con il dussack e con il tempo è diventato un ottimo interlocutore aiutandomi a verificare sia la traduzione di Forgeng, grazie al suo fluente inglese, sia a controllare assieme il trattato originale in tedesco.
Con questo lavoro abbiamo potuto verificare le scelte operate da Forgeng ed in alcuni casi scegliere per una traduzione diretta ricostruendo quanto scritto da Meyer. Questo lavoro di traduzione a quattro mani ha anche seguito in parallelo un lavoro a due dussack in quanto abbiamo provato e verificato i passaggi tradotti armi in pugno cosa che non so se Forgeng abbia effettivamente fatto. Ed in alcuni momenti siamo anche rimasti piuttosto sorpresi nel trovare conferme a quanto interpretato nelle prime stesure del lavoro.
Abbiamo iniziato quindi nel maggio 2018, pertanto, dopo due anni, abbiamo una traduzione della parte di dussack con la voglia di rileggerla per verificare e sistemare l’uso dei termini e forse di ampliarla andando ad espanderla alla parte di spada lunga.
In questo momento ho deciso di pubblicare sul mio canale personale dei brevi video in cui presento, in modo non particolarmente inquadrato, pochi concetti in pochi minuti: “Dussack in pillole”. Lo scopo è in realtà quello di aiutarmi a fare ordine in testa e, magari assieme ai suggerimenti di chi li vedrà, di produrre nuovo materiale più strutturato e corale da pubblicare sui canali della SeptemCustodie.

Invito apertamente a lavorare sull’interpretazione di un trattato, anche solo per un argomento o selezione specifica, perchè è una cosa che è alla portata di tutti e trovo sia un processo che, se approcciato con un minimo di umiltà, possa permettere a tutti, e non solo a chi intraprende il sentiero, di guadagnarci in maturità e competenza.

Credo infatti che il processo di avvicinare la fonte, tradurla ed interpretarla acquisti il suo senso compiuto nel momento del confronto con altri. Questo processo permette di migliorare la propria visione sull’argomento, sulla propria scherma ed in definitiva sulla conoscenza generale di pensiero e contesto del trattatista in esame.