Scherma nella Nebbia – V° Allenamento con gli Appesi

Di nuovo persi nelle Nebbie di Avalon… ad Asola! Il 10 e il 11 dicembre abbiamo partecipato all’ormai annuale incontro con la Sala d’Arme dell’Appeso, che questa volta ha preso la forma d’un workshop di studio e approfondimento di scherma condotto da Maciej Talaga, istruttore di ARMA-PL di Varsavia. Oh, miei cari lettori, era certamente una gemma schermistica che brillava di letale eleganza.

Ormai andare ai raduni degli Appesi di Asola è garanzia di qualità, al punto che si fa fatica a trovare qualcosa di nuovo da dire per tessere le lodi di tale sala d’arme. Possiamo ricordarvi per esempio che Davide Morleo e Francesco Viola sono i pilastri portanti del gruppo, grandi appassionati e competenti nell’Arte e nella pratica del fitness, e che hanno avuto un successo straordinario nel coltivare l’entusiasmo nella loro agguerrita Sala d’Arme. Oppure possiamo sottolineare che gli Appesi si sono fatti conoscere con la loro presenza all’interno del panorama italiano HEMA da anni a questa parte, ma non solo, sono diventati un punto di riferimento torneistico mondiale.

Potrei celebrare le brillanti imprese di un fenomeno internazionale come Federico Dall’Olio, potrei innalzare un peana per il suo primo posto al torneo di spada lunga dello Swordfish 2016, ma non lo farò. Lascerò che il mio silenzio renda l’idea dello spessore marziale della Sala d’Arme dell’Appeso e dei suoi membri: shh, non fate rumore, che gli Appesi potrebbero sentirvi e venire a distruggervi a furia  di sparring!

Ma parliamo del gioiello che è stato questo ultimo workshop,  e dei suoi diversi temi relativi alla spada lunga:

  • bilanciamento durante il combattimento
  • concetto di tempo e cambio del ritmo durante l’assalto
  • precedenza di punta dell’arma nell’attacco
  • differenza tra azione pianificata e azione spontanea
  • concetto di “finta”
  • uso di alcuni concetti psicologici base nel combattimento

Il nostro istruttore è stato il Presidente del ARMA-PL Maciej Talaga un ragazzone quasi trentenne con un notevole curriculum schermistico alle spalle, sia olimpico che storico.
Con le tecniche presenti nei trattati: MS 3227a “Döbringer”, e Ringeck, il tutto attraverso la visione di ARMA-PL.

Sin dai primi momenti dell’apertura dell’evento io, Davide, Riccardo ed Eis siamo rimasti stupiti dalla lezione teorica. Ci aspettavamo quasi una presentazione in PowerPoint che esponesse delle fonti trattatistiche e delle conclusioni tecnico teoriche, invece siamo stati colpiti in faccia da un’esposizione tecnica che analizzava la gestione del combattimento in chiave tedesca piuttosto lucida e puntuale. Decisamente indispensabile per poter comprendere l’attività del resto dell’evento.

Proseguendo nel pomeriggio abbiamo potuto assaggiare una serie di esercizi di riscaldamento orientati in parte verso la coordinazione motoria e in parte verso la progressiva acclimatazione dei partecipanti al ritmo della lezioni. Dopo aver inserito le basi di uno stile comune e di alcuni concetti che sarebbero stati ripetuti per tutte le due giornate, abbiamo chiuso la giornata con un esercizio di sparring che i polacchi chiamano Fechtschule (dal tedesco scuola di scherma). Riassumendo molto alla veloce, ci si mette sulla riga del lato lungo della palestra e si aspetta di essere scelti da un contendente per un assalto di scherma, il primo a essere colpito torna in riga e chi resta sceglie un altro con cui fare sparring. Se ci sono dei doppi starà alla sportività dei contendenti dichiararlo e andare entrambi in linea, facendosi sostituire dai primi della riga. Starà al Maestro di Cerimonia presiedere alla Fechtschule e dare ordine e impostare i primi assalti, moderare l’intensità secondo le proprie valutazioni per eliminare il vigore scriteriato e l’indecisione dovuta all’eccessiva cautela.
Il tutto prosegue finché il Maestro di Cerimonia non batterà il suo enorme bastone (si spera non sulle gambe di qualche indisciplinato) per dichiarare chiusa la Fechtschule. A questo punto viene dato un sasso ad ogni partecipante che deciderà di consegnarlo a chi ha più apprezzato come contendente, quello che risulterà possedere più sassolini sarà il vincitore morale della Fechtschule e il suo nome sarà messo con una targhetta sul bastone che fa da simbolo per il Maestro di Cerimonia.

Il secondo giorno, dopo aver smaltito nella notte le fatiche del primo giorno (e la cena erculea), ci siamo dedicati a rielaborare i concetti assorbiti, con l’obbiettivo di potenziare, grazie a una serie di esercizi, la nostra capacità di trasferire nozioni schermistiche, ed incrementare così le capacità di uno studente, che sia esso alle prime armi o sia un veterano che cerca di affinare alcune abilità o coprire sue lacune.

Di certo insegnare è un’Arte e che c’è chi è più propenso di altri a tale ruolo, ma di sicuro uno dei cardini importanti è la passione (oltre che lo studio). Se questo articolo fosse una brutta copia del Döbringer, con la sua passione tutta medievale per gli elenchi, allora dovrei iniziare a citare almeno altre trenta caratteristiche uniche per descrivere tutto quello che serve a un istruttore capace. Mi limiterò a citarne due, visto che siamo nel secolo dei tweet: servono la volontà di prendersi questa responsabilità e sapere che c’è sempre da migliorare. Detto questo l’esperienza con Maciej e gli Appesi è stata sicuramente molto stimolante. Non mancheremo di metterla a frutto.

Grazie Maciej e grazie Appesi da tutta la SeptemCustodie

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