Minuterie Metalliche

12/11/2006 2 Di Giorgio Fonda

Innanzitutto la raccomandazione di fare attenzione, poichè a causa della distrazione anche nella più semplice delle fasi di lavorazione ci si potrebbe fare del male. Quindi non ditemi che non vi avevo avvertito.
Andremo a vedere i passaggi per realizzare partendo dalla materia prima un tipo specifico di minuteria metallica ovvero una fibbia. E’ chiaro che tali passaggi rimangono poi invariati per realizzare anche altri tipi di minuterie come i decori a mezzaluna di un borsello o il puntale di una cintura.

I cartamodelli sono predisposti per essere stampati su comuni fogli formato A4 (297×210 mm) e hanno una scala grafica per riuscire eventualmente a ridimensionarli accuratamente

Attaccare il cartamodello

Per la prima fase della lavorazione c’e’ bisogno di: Colla in stick, la stampa in scala reale della minuteria che ci interessa (in questo caso una fibbia), e ovviamente la materia prima. Ottone o ferro in spessore di 1.5 o 2 mm, per qualche minuteria particolare si può andare anche più su con lo spessore anche se in tal caso usare l’ottone potrebbe essere più facile. (nel video uso una piccola lastra in ottone da 1.5 mm).
L’operazine è piuttosto banale si tratta di attaccare con la colla il cartamodello sulla lastra di metallo per avere il riferimento preciso del manufatto che andremo a realizzare. E’ interessante sfruttare i lati dritti del cartamodello (se ci sono) facendoli coincidere con quelli della lastra per risparmiare energia sfruttando al meglio il materiale.

Bulinare

Questa fase della lavorazione si rende indispensabile se il manufatto ha dei fori interni da lavorare. Ma la si può anche usare per “avvicinare” il taglio al bordo. Abbiamo bisogno di: una superficie su cui lavorare come un blocco metallico o un’ incudine (ma anche la testa di una mazzetta potrebbe essere sufficiente). Un bulino ovvero un utensile di acciaio di sezione circolare con una punta temperata. Serve a marcare il punto che farà da guida per la foratura con il trapano. Infine un comune martello.
Quindi non ci resta che decidere dove marcare i punti in cui andremo a forare con l’ ausilio del bulino e un paio di martellate decise.

Forare

Ora, con l’ ausilio di una pinza grip con cui fermare la lastra saldamente e di un trapano armato di punta da 2mm, sfruttiamo le guide marcate prima con il bulino e foriamo la lastra. Se per qualche motivo non vogliamo lasciare segni sul pezzo o sul banco da lavoro vi consiglio di usare due pezzi di legno o di cuoio per rendere il “morso” della pinza privo di segni.

Tagliare

I due strumenti per il taglio vero e proprio sono un comune seghetto da traforo armato di lama per metalli (e opportuni ricambi) e un blocco di cera d’ api per lubrificare la lama del seghetto.
Serrate bene la lama vicino all’ impugnatura del seghetto assicurandovi che i denti della lama possano aggredire il metallo quando lo si tira verso il basso. fate passare l’ altra estremità della lama nel foro e serrate il seghetto avendo cura che la lama sia ben tesa; per accertarvi di ciò pizzicate la lama, se udite un suono acuto significa che è ben tesa. Dopo di che partite con il taglio vero e proprio, per comodità fate in modo che l’ avambraccio sia in linea con l’arco del seghetto: eviterete di affaticarvi inutilmente. In altre parole sarete spesso costretti a “girare” il pezzo per trovarvi nella posizione più comoda. Se si sente difficoltà nell’ avanzamento lubrificate con un pò di cera d’api e continuate così lungo il perimetro. Se bisogna ritagliare un angolo si può segare “sul posto” girando gradualmente il seghetto e quando in posizione ripartire con il taglio.

Finitura

Con l’ ausilo di lime ad ago si può ammorbidire i bordi e eliminare le imperfezioni del taglio per ogni tipo di esigenza ci sono lime di sezione diversa (triangolare, quadrata, piatta, mezzatonda…). L’operazione di limatura avviene facendo scorrere la lima ed esercitando pressione sulla superficie. La parte tonda del manico della lima va impugnata con il palmo di una mano e con l’ altra deve essere tenuta saldamente l’ estremità opposta della lima.

L’ ardiglione

In questo modo la pressione viene esercitata in modo uniforme. La limatura viene effettuata con movimenti rivolti in avanti. La pressione durante il ritorno deve essere appena percettibile per minimizzare l’attrito e non danneggiarne i denti ma al contempo permettere lo scarico della limatura.

Finita la fibbia c’è solo da completarla con l’ ardiglione. Servirà quindi un filo di ferro o di ottone con un diametro 2mm circa, dei tronchesi per tagliare il filo, una pinza a becchi tondi, un martello e un blocco metallico per le operazioni di formatura. In genere taglio un pezzo di filo lungo quanto la fibbia se è doppia o una volta e mezza se singola. Procedo martellando il filo su tutta la sua lunghezza per appiattirlo e indurirlo.
In seguito misurato il diametro dell’ asola comincio con l’ausilio della pinza a becchi tondi a formare l’asola dell’ ardiglione. Arrivato a circa un quarto di cerchio con il tronchese elimino la parte iniziale che rimane dritta e procedo a finire di curvare l’ estremità avendo cura di lasciare lo spazio per inserirvi poi la fibbia.
Inserita la fibbia con l’ aiuto del martello chiudo l’ asola dell’ ardiglione e adeguo l’ ardiglione alla fibbia dandogli una lieve curvatura e schiacciandolo contro la fibbia stessa. Infine taglio l’ eccedenza e con l’ aiuto di una lima stondo la punta dell’ ardiglione.

La fibbia è pronta per essere usata.