Brocchiere di legno, di probabile origine svedese (21° secolo, Italia)

*clang clang clang* questo è il rumore di due persone che tirano di spada e brocchiere *clang clang clang* qualcuno ha appena ribaltato un set di pentole inox 18/10 giù dal secondo piano? *clang clang clang* Ehi! Fate silenzio! Qualcuno qui sta cercando di dormire con la spada lunga in mano…

*clang clang clang* Questo è il suono degli incubi, il suono di chi persiste in questa malattia chiamata spada e brocchiere. Pensavo che questo suono sarebbe stato il mio destino eterno. Poi però ho finalmente incontrato delle persone che usavano un brocchiere di legno (e una spada decente). Adesso ho una spada di quelle che il buon vecchio Oakeshott definirebbe “type XIV”, o meglio, una spada senza filo che ne replica una, e nel mio braccio sinistro brandisco un brocchiere nuovo fiammante.

L’ho comprato così com’è, in brocchiereria, a soli €9,99. Ho scelto verde e rosso come colore, perché tutti gli altri erano di Masha & Orso. Ve lo consiglio vivamente!

No, ok, lo ammetto: non esiste un negozio chiamato “brocchiereria”. Io il mio brocchiere l’ho comprato all’Ikea, come ovvio. E non sto scherzando: si tratta di un delizioso piatto in bambù (suppongo) prodotto in qualche posto dimenticato da Dio dalla corporation svedese. Ed è ricoperto di lino che ho comprato – indovinate dove? – un reparto più in là, dove ci sono le tappezzerie. Se solo vendessero anche gli umboni, l’Ikea sarebbe un megastore più completo. A questi due elementi io e Giorgio abbiamo aggiunto un po’ di prodotti da negozio di Bricolage e dell’olio di gomito.

Il brocchiere: come è fatto.

Abbiamo deciso per un design concavo, perché è quello che ci dà maggior piacere nell’uso. Questo vuol dire che invece di accogliere mele e pere, il piatto accoglierà la spada dell’avversario, e le sue calde, salate lacrime. Una volta presa questa decisione, siamo passati alla produzione:

  • Abbiamo praticato un foro al centro, dove sarebbe stato posto l’umbone.
  • Abbiamo ricoperto entrambi i lati di lino, e li abbiamo fissati con la colla vinilica. Se volete essere storici dovrete produrre della colla di caseina con il caglio di latte o formaggio, e aggiungere calce spenta. È un discorso complicato, quindi non mi addentrerò in esso.
  • Abbiamo messo il brocchiere a dormire con dei pesi sulla superficie concava. Pesi auto-formanti, alta tecnologia. Cioè, ci abbiamo sbattuto sopra con un grugnito animalesco le vecchie cotte di maglia zincate di Giorgio e Luca. Sono rimaste in posizione fino a che la colla s’è asciugata. Non una sola grinza s’è formata, tutto ha aderito come un Benedettino alla sua Regola.
  • Abbiamo ritagliato i bordi dove il lino era in eccesso.
  • Abbiamo fissato l’umbone. Usando dei ribattini. Abbiamo bestemmiato un sacco perché trovare un appoggio adatto a un brocchiere concavo è come conciliare lavoro, vita familiare e scherma storica.
  • Abbiamo parlato male dei non presenti. Step importantissimo per chi pratica la nostra arte marziale.
  • In gran parte il noi qui significa “Giorgio Fonda”. Io non sono proprio super efficace.
  • Abbiamo scolpito da alcuni pezzi di legno le maniglie. È stato usato un seghetto alternativo, qualche raspa e un coltello a petto.
  • Abbiamo bagnato il rawhide e l’abbiamo incollato al brocchiere per tenerlo fermo. Sì, è un po’ pigro – all’epoca si inchiodava o cuciva direttamente mentre era bagnato, io ritengo. Abbiamo usato delle morse da falegname: il difetto è che lasciano le loro impronte, ovviamente.
  • Abbiamo trapanato dei buchi, scegliendo di cucire il bordo in rawhide del primo brocchiere. Faremo un secondo brocco a breve: sarà inchiodato.
  • Abbiamo cucito il brocchiere con il punto da sellaio.
  • Abbiamo pitturato il brocchiere. È stato usato l’aerografo, ma nonostante la stesura uniforme del colore molto ben riuscita, è probabilmente meglio usare il pennello data la superficie limitata. Le mascherture sono davvero troppo complicate e lunghe per meritare la fatica.
  • Un secondo brocchiere di lacca sintetica è stato spruzzato attorno al primo brocchiere, il brocchiere in legno e pelle sottostante gli fa fondamentalmente 1. Da stampo 2. Da endoscheletro. Io combatto brandendo uno scudo di lacca. Ammirami.

Recensione:

*clang clang clang* – questo suono di pentolame non esiste più. Il brocchiere è molto più comodo, leggero e pratico di un equivalente in ferro, e controlla molto meglio il legame con l’arma avversaria secondo lo stile che impiego nella pratica di questo tipo di combattimento. Il piacere che traggo dal tirare di scherma con la mia spada stupidamente cara e il mio brocchiere Ikea è simile a quello provato da Feanor quando sollevò per la prima volta i suoi Silmaril.

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