Come riatto l’arnese – parte seconda

Risolta la questione della funzionalità della cerniera, come visto nel precedente articolo, sono passato alla sospensione. Ho visto spesso, nel tempo, elmi usati senza sospensione calzati, o forse è meglio dire incastrati, direttamente sopra l’imbottitura a contatto con il cranio. Inutile spenderci un fiume di parole sopra: è un impiego decisamente semplicistico dell’elmo oltre che poco pratico. Due sono le questioni per l’indossabilità: l’altezza ottimale delle feritoie per gli occhi sulla visiera e quel salvifico spazio tra la testa e l’elmo. Sono entrambi aspetti collegati ad una buona configurazione della sospensione dell’elmo.

Volendo una soluzione quanto più pratica possibile ho scelto di cucire direttamente la mia nuova infula imbottita nell’elmo. Per la missione sono sufficenti una matita, un paio di aghi belli grossi, un filo di lino robusto, un blocchetto di cera d’api e un paio di forbici.

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Spazio sopra la testa ed altezza degli occhi. I due aspetti fondamentali di un buon elmo.

Grazie al punto da sella (o del sellaio) ho fissato per prima la parte occipitale dell’infula all’elmo avendo cura di lasciare circa un centrimetro e mezzo di stoffa al di fuori del bordo metallico del bacinetto. Giusto per aumentare il comfort dell’elmo ed evitare che il volto venga premuto contro il nudo ferro. Posizionarlo è stato semplice prendendo come riferimento le cuciture e la linea di simmetria dell’elmo. A questo punto klappvisier sul capo e visiera abbassata ho sollevato l’elmo e tirato l’infula verso il basso alla nuca ed ho segnato con una matita la posizione approssimativa. Sono passato quindi a cucire la nuca dell’infula all’elmo. In questa fase preliminare ho cucito giusto cinque fori sull’occipitale e cinque sulla nuca per verificare, indossandolo, l’altezza dell’elmo. Verificata la posizione ho cominciato a completare, sempre con piccole gugliate di cinque fori in cinque fori l’intero giro della cucitura. Tecnica mutuata dalle cuciture delle scarpe: più gugliate significano che, in caso di rottura del filo, potrebbe scucirsi solo un piccolo settore che diventa automaticamente anche più semplice da riparare. Fatti i dovuti calcoli ogni punto prende circa 90 secondi per essere completato: il lavoro risulta lungo ma non infinito.

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Giusto il necessario

Con l’infula cucita non resta che passare ad attaccare la ventaglia! Prima però un piccolo passo indietro. Ho notato infatti che aprire e chiudere la visiera presenta qualche difficoltà. Non fraintendiamoci: funzona tutto bene anche se i bordi della cerniera sono un poco troppo vivaci. Dovendo applicare una certa forza nel sbloccare il meccanismo le sventurate dita si ritrovano ad impattare violentemente contro bordi piuttosto malvagi. Ho quindi deciso per una campagna contro la malvagità e con le solite limette cercherò di riportare a più miti consigli questi bordi prima di procedere. Non vorremmo mai che il povero paggetto di turno si macelli le dita mentre mi assiste in torneo.

Ultima nella mini galleria di immagini vi lascio l’immagine del cartamodello di quella particolare parte in cuoio che sosterrà la ventaglia. Nel prossimo approfondimento vedremo come realizzare il cartamodello, la parte in cuoio ed attaccare la ventaglia al tutto.

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