Il titano di Leon Paul

Il titano di Leon Paul

12/03/2015 10 Di Giorgio Fonda

Con “Titan” la Leon Paul ha scelto di contraddistinguere una linea di protezioni pensate per le arti marziali storiche europee. Sviluppate in collaborazione con Spes, tanto da avere il logo ibridato, appaiono in effetti come una reingegnerizzazione delle protezioni del marchio polacco realizzate con i materiali della scherma sportiva e con qualche soluzione in più.

Ho impiegato diversi mesi a decidermi tra quello che il mercato ad oggi sembra offrire: ed alla fine ho scelto Titan.

In tutta sincerità non credo mi sarei trovato male né con la Axel Pettersson prodotta da Spes, né con la proposta di PBT. E non credo, dopo averla indossata ed usata, che la Leon Paul sia riuscita a produrre “lo standard” o “la soluzione definitiva”. Ma sono piuttosto convinto che la Titan rappresenti un cambiamento nel mercato che comincia a muoversi verso equipaggiamenti più definiti e pensati per le necessità specifiche delle arti marziali storiche europee.

prendete le didascalie con beneficio d'inventario... c'è qualche piccolo refuso.

prendete le didascalie con beneficio d’inventario… c’è qualche piccolo refuso.

 

Quando ho preso in mano per la prima volta la giacca sono rimasto molto sorpreso dalla sua leggerezza (1.5 Kg circa), la mia giacca precedente era un vecchio piastrone da maestro PBT il cui peso, tutto sommato paragonabile a quello della A.P. Spes (2.5 Kg circa), era notevole in confronto. Adesso alzare le braccia nella Titan non è più un’agonia che mi scopre il ventre e il sistema di piastre removibili da quel tocco di flessibilità interessante a questa giacca. La vestibilità ed il taglio della giacca la rendono veramente comoda e poco o per nulla ingombrante nei movimenti. Nel chiudere la giacca al collo bisogna serrare bene il velcro per ridurre un piccolo gap al collo, che avrebbe potuto essere eliminato con del velcro sul bordo accanto alla zip, magari per tutta la sua lunghezza. Le tasche lungo il braccio in cui infilare gli inserti in HDF avrebbero dovuto essere chiuse vicino al gomito e magari con un velcro all’imboccatura vicino alla spalla, giusto per eliminare la possibilità che una punta si infili proprio in quella tasca, specialmente all’altezza del gomito. Ultimo, e forse più grave, difetto è il costo calmierato in parte dall’impiego di tessuto omologato a 350Newton. Sarebbe estremamente auspicabile che in futuro si decidano a produrre una Titan 2.0 con tessuto 800Newton aggiungendo questi piccoli accorgimenti magari da abbinare ad una corazzina simmetrica da 800 Newton. Allora sì che secondo me ci si potrebbe avvicinare allo standard di flessibilità e protezione ideale per le arti marziali storiche europee.

Assieme alla giacca ho acquistato anche il pantalone, che francamente sembra essere un clone di quello Spes. Ci sono solo due differenze: il tessuto, anch’esso 350NW omologato, e il prezzo che è svantaggiato di circa 20€ rispetto alla soluzione polacca, complice il cambio.

Quando ho ordinato ho percepito sensibilmente la presenza di un grande marchio internazionale: una volta acquistato attraverso il sito inglese di Leon Paul l’ordine è arrivato nel giro di cinque giorni lavorativi senza sbavature di sorta.
E non dimenticate le caramelle con il marchio Leon Paul in omaggio! 😀

Se il mercato mi proporrà in futuro una giacca a metà del prezzo della attuale Titan con le caratteristiche di cui sopra magari opterò per un cambio altrimenti, come il mio precedente piastrone, credo che questo ibrido Spes+Leon Paul mi accompagnerà per il prossimo lustro schermistico.