HS 3227a Hanko Döbringer: finita la traduzione!

E’ finita. E’ tutta pubblicata.

Chi ci segue saprà che negli ultimi tre anni ho lavorato alla traduzione di quello che spesso si ritiene essere il manoscritto più antico sulla spada lunga in Europa, l’HS 3227a “Hanko Döbringer”, rendendolo per la prima volta disponibile ai miei colleghi marzialisti storici nella nostra lingua. Non è stata un’impresa facile: ho dovuto confrontarmi con una lingua strana che non conoscevo, e che ho imparato grazie al lavoro di tanti esperti di origine anglosassone e un paio di buoni dizionari. Ah, le gioie dei Mittelhochdeutsch. Potrete non credermi, ma non è un idioma estremamente complesso.

Ma torniamo al nostro amico “Hanko”. In realtà è molto probabile che di manoscritti ce ne siano di più antichi, o meglio che questo non risulti vecchio come originariamente pensavo – ma queste sono storie per un altro articolo e forse un nuovo blog.

Quale sia la verità l’HS 3227a è una strana bestia. Lo Zettel o epitome di Liechtenauer contenuto in esso non è quello che si trova in altri testi della tradizione. C’è materiale in più. Il commentario è altrettanto difforme, con considerazioni su vorschlag e nachslag o altre idee originali. L’assenza di immagini, gli errori mnemonici, la natura particolare del linguaggio hanno creato un clima di amore/odio tra gli studiosi liechtenaueriani nei confronti di questo trattato. C’è chi è affezionato ai vari Ringeck o Von Danzig e lo disprezza più o meno apertamente, definendolo un testo corrotto, anonimo, forse amatoriale. Chi invece è rimasto conquistato dalle supposizioni sull’età del testo ha idee decisamente diverse, talvolta facendolo assurgere a “fonte più vicina” all’originale, a vero e proprio capostipite

Io? Come Lutegero, sto a metà cammino. Non credo nelle fonti definitive, nè tanto meno nelle eresie marziali – mi piace guardare un testo e cercare di digerirne il messaggio. Dove ho scoperto degli errori nel testo li ho fatti notare. Non sono la caratteristica principale del manoscritto, la filosofia marziale che sottende alle sue glosse lo è. Ed è un materiale profondamente affascinante, spesso peculiare. Ce n’è da dire sull’interpretazione… Ed è una cosa sulla quale lavorare, che intendo produrre.

Alcuni hanno usato questo libro per stabilire le radici per una strana religione marziale “letalistica”, travisando talvolta il messaggio (decisamente no-nonsense e KISS) dello pseudo Döbringer. Si sostiene talvolta che Schulfechten ed Ernstfechten siano due pianeti diversi: la scherma dei tornei è una cosa stupida e poco seria – quello che conta è essere letali nei combattimenti, efficaci macchine di morte. Un punto di vista che si dice sia quello dell’autore del 3227a, anche contro l’evidenza. Gli stessi soggetti tendono anche a dire che la scherma di spada lunga dell’era successiva, quella che raggiunge l’apice nel periodo di Meyer, sia falsa. Leychmeister! movimenti ampi, complicati, tanti colpi invece di pochi. Un’arte che è diventata domestica e -bestemmia- sportiva. Questo modo di pensare è certamente influenzato dalle insicurezze moderne, che portano gli appassionati di arti marziali a discutere per mesi su quale arte sia quella “vera”, che funziona “in strada”.

Gli autori del passato non erano altrettanto insicuri. Il mio punto di vista personale è che ci sono più concetti comuni tra 3227a e Joachim Meyer che differenze. E per questo tradurre questo antico testo è stato un lavoro d’amore. Intendiamoci, sarebbe stato altrettanto interessante scoprire due pianeti diversi, ma per il momento mi godo la sensazione di gioia che mi deriva dall’aver segnato sulla mappa due pietre miliari di una stessa, gloriosa, strada.

Buona lettura a tutti e buone botte in testa!

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  1. Ade Lux scrive:

    Plaude! ^_^

  2. Francesco Lanza scrive:

    grazie, Adelaide Lux! 😀 personalmente sono molto soddisfatto del mio lavoro… non lo nascondo

  3. Ade Lux scrive:

    Puoi andarne veramente orgoglioso, ogni tanto leggevo le pagine che postavi nel blog ed al di là della difficile ( x me impossibile! O_o ) comprensione della lingua, anche l’adattamento al pubblico schermistico ( non come i.e. il Novati che è una traduzione letterale del Fiore ) mi pare molto buono. al 15 che mi faccio la mia settimana di ferie annuale mi scaricherò tutto il tuo lavoro ed inizierò a leggerlo nella sua integrità!

  4. Luca Venchi scrive:

    E’ iniziato tutto così tanto tempo fa che credevo dovesse continuare per sempre!

  5. Luca Venchi scrive:

    Ho notato pure io molte felici congruenze piuttosto che incongruenze tra questo e meyer. La meraviglia di scoprire di trovarsi spesso sulla stessa strada tracciata anche da altri autori tende a manifestarsi solo dopo aver digerito alcune informazioni. Il trattato qui presente anche secondo me è una stesura che lascia dietro di se una traccia di una tradizione già ben consolidata, altro che disordinati appunti poco chiari.
    NB: il glossario del blog è così grande da costituire già documento di riferimento a se XD

  6. Igor Sancin scrive:

    Complimenti! Non vedo l’ora di leggerlo!

  7. Francesco Lanza scrive:

    Se la cosa può esservi utile, una volta corrette le prime traduzioni, un po’ vecchie, ne farò un pdf!

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