Guanto medievale sotto il castello.

28/11/2006 0 Di Alessandra

Tratto dal Messaggero Veneto del 28 novembre 2006 di Marco Mastrorosa

Apparteneva a un cavaliere risalente all’epoca di Federico II.

Faedis. Un guanto destro di un cavaliere medievale, in perfetto stato di conservazione, risalente all’epoca di Federico II di Svevia: è questa la sensazionale scoperta venuta alla luce nei sotterranei del Castello di Cucco. Il ritrovamento è avvenuto durante la campagna di scavo archeologico condotto dalla equipe dell’Università Humboldt di Berlino, concessionaria di scavo per conto del Ministero de Beni culturali.

L’indagine fa parte del 24° Seminario internazionale di architettura medievale (Seiam) organizzato dall’Istituto per la ricostruzione del Castello di Cucco – Zucco, presso cui ora è conservato il reperto, e dal Consorzio per la salvaguardia dei castelli storici del Fvg, diretto dagli architetti Roberto Raccanello a Katharina von Stietencron, che interessa l’area del palazzo inferiore del Castello di Cuccagna. Il guanto è apparso nel piano terra, a pochi centimetri dalla roccia di fondazione sotto uno strato di circa un metro, coperto da terriccio scuro. Il palazzo (che è una parte del castello, che si compone del palazzo e della torre) fu costruito dai Cuccagna, camerari del Patriarca di Aquileia, nel XIV secolo, inglobando una parte della preesistente cinta e ampliando quindi il castello sul versante sud. I camerari erano delegati a reggere l’amministrazione in casa del suo successore.

L’idea della presenza di Federico II di Svevia anche nel castello di Cuccagna, durante uno dei prolungati soggiorni dell’Imperatore in Friuli, è accarezzata dall’architetto Raccanello che da oltre un ventennio si occupa dei castelli di Zucco e Cuccagna. “Sotto il castello di Zucco ” precisa Raccanello “costruito dalla stessa famiglia, dove l’Istituto per anni ha promosso campagne di scavo archeologico con l’Università di Berlino, l’amministrazione comunale nell’ambito del progetto per la realizzazione del polo dei servizi scientifici del parco, intende scavare oltre 400 metri cubi di sedime archeologico prevedendo, come si può vedere nel computo metrico estimativo di progetto, solo sui primi 50 centimetri il controllo archeologico e non lo scavo stratigrafico completo, mentre sul restante terreno sottostante si scaverà con la ruspa proprio dove si trovano i reperti più antichi”.

I lavori nel castello di Zucco sono ora momentaneamente fermi, ma non è stato prescritto lo scavo stratigrafico archeologico, quello che permette di individuare con precisione gli eventuali reperti. “E’ evidente” spiega l’ex sottosegretario ai Beni culturali Vittorio Sgarbi “che di fronte a questo ritrovamento la Sovrintendenza non può lasciare nessun margine di incertezza sulla metodologia degli scavi. Si dovrà invece provvedere a fornire tutte le garanzie per uno scavo corretto”.

Alessandra