La storia cominciò al castello nel 1106

31/08/2006 0 Di Alessandra

Tratto dal Gazzettino 31/08/2006

Anche un convegno per celebrare la vita della comunità e ricostruirne i momenti salienti. Il punto sugli scavi archeologici.

Il comune di Attimis festeggia con un convegno i suoi primi 900 anni tracciati sulla carta. Risale infatti al 1106 il primissimo documento che cita il nome del paese in riferimento a uno dei suoi simboli più significativi e noti: il castello superiore. L’antico testo, che il Comune ha provveduto a riprodurre in copia per tutte le famiglie residenti, riporta la concessione in feudo del maniero da parte dell’allora patriarca di Aquileia alla famiglia Attimis, in nome di casata nobile che nei secoli ha subito più volte rimaneggiamenti divenendo pure “Attems” e “d’Attimis”. Una celebrazione in grande stile quella voluta dal Municipio per ricordare l’avvenimento storico che fissa per la prima volta l’attuale appellativo del paese nei documenti scritti tramandati nei secoli.

Il Comune ha organizzato, infatti, un convegno cui parteciperanno il direttore dei Civici musei di Udine, Maurizio Buona, gli archeologi della Società friulana di archeologia udinese di Torre di Porta Villalta, Massimo Lavarone, da anni impegnato nelle indagini del castello superiore, Luca Villa, che ha invece approfondito il sito di San Giorgio, unico caso in Friuli di accampamento di militari goti, Lidia Brovedani e Daniela Cisilino, quest’ultima responsabile del museo archeologico della Terra dei nove castelli. L’appuntamento si è tenuto nell’Auditorium Padre Tristano dove, dopo il concerto del gruppo “Gli archi di Udine”, sono seguiti gli interventi delle autorità municipali e dei relatori.

Buora ha presentato gli atti del convegno “I goti nell’arco alpino orientale”, in tema affascinante che mette Attimis tra i siti più rilevanti del Nord Italia. Gli scavi condotti quest’anno accanto alla chiesetta hanno portato alla luce oltre a ceramiche e altri preziosi reperti, anche una fibula circolare, tipica delle popolazioni gote, scoperta che conferma l’antichità del sito. L’accampamento-presidio di sorveglianza di San Giorgio risale al VII secolo; si tratta di una “caserma militare” antica sopravvissuta solo per poco tempo e abitata da genti di stirpe gota, del tutto simile ad ambienti messi in luce in passato in Slovenia e in Austria, in particolare a Caporetto.

Notevoli pure le scoperte estive sulla parte sud del Castello Superiore eseguite dalla squadra di Lavarone composta da volontari professionisti e giovani studenti della Percoto di Udine. “Sono stati rinvenuti un elevatissimo numero di reperti-dice lo studioso- tra essi resti di pasto comprese ossa di animali, ceramica grezza e invetriata, carpenteria metallica, resti di legno appartenenti alla struttura interna ed esterna oggi scomparsa ed altro materiale che andrà studiato e catalogato”.

Alessandra