Il quadrato numerico di Meyer

Un esercizio al quale ci siamo affezionati moltissimo nelle ultime settimane di allenamento è uno di quelli che consiglia Joachim Meyer, poliedrico genio della scherma che ha pubblicato nel 1570 il suo più famoso Gründtliche Beschreibung der kunst des Fechten, il libro che l’avrebbe poi reso famoso, dissanguato economicamente ed infine indotto ad un agghiacciante viaggio attraverso la Germania in pieno inverno, un’impresa che gli sarebbe poi costata la vita a soli 37 anni.

Personalmente mi sono avvicinato a Meyer quasi per caso. Ero attratto dal dettaglio e dalla profondità con cui gli argomenti venivano trattati, mentre molto spesso nelle nostre attività di interpretazione ci sono riservati solo… sgorbi e versi criptici!

L’Esercizio

Il quadrato numerico è una sequenza di colpi alle quattro aperture in cui può essere diviso il corpo del nostro avversario. Sin dai tempi di “Hanko Döbringer” viene insegnato allo schermidore di sommergere di colpi l’avversario per non lasciargli modo o tempo di difendersi. Ci sono molte tecniche differenti per farlo e Meyer ci fa fare pratica in quella che è concettualmente la più facile. Seguendo i numeri del quadrato si va a colpire l’avversario contro una delle sue aperture per poi scivolare via e colpirlo insidiosamente dall’altra. La spada protegge bene un’apertura, ma purtroppo non potrà coprire l’altro lato del corpo! Il primo esercizio suggerito dall’autore è quello di colpire fino alla langort e poi scivolare il più rapidamente senza scoprirsi dalla parte opposta di un immaginario legame di ferro, rimanendo sempre di filo vero, continuando a seguire i numeri in sequenze di quattro colpi fino all’ultimo quadrato più interno.

Si tratta di un esercizio per il corpo, ma anche uno per la mente. Gran parte della fatica, infatti, è trovare la sequenza migliore, i movimenti giusti che vi permettono di aggirare il legame e colpire in veloce, efficiente, elegante e potente. Io sono un po’ di mesi che ci lavoro (ma ho intensificato con gli altri, in palestra), Luca nel video ha cominciato relativamente poco tempo fa, ma vi assicuro che le sorprese non mancano a tutti i livelli di impegno e che le varianti sono quasi infinite.

Si può usare il quadrato per migliorare la propria guardia, per allenare il passeggio, per colpire di filo falso ed anche di piatto, per fare colpi completi fino a terra ed infine prendere ciascuna sequenza ed allenarla contro un’avversario, aggiungendo infine le finte, lo “scorrer via” e mescolare filo vero e filo falso a volontà.

Hardware

Abbiamo cominciato con il quadrato su dei semplici fogli di carta plastificati, ma sapete cosa? Io porto gli occhiali per una ragione ben precisa. Tanto vale fare le cose in grande! Abbiamo vettorializzato il quadrato e l’abbiamo fatto stampare su tessuto da bandiera pubblicitaria per esterni a proporzioni giganti. Ora lo vedo anche praticando il passeggio per tutta la sequenza 😀

I nostri piani per il futuro sono di fare un video più tecnico, in cui facciamo vedere la nostra interpretazione della sequenza. Ma in noi c’è un tale amore per questo esercizio, che Giorgio ha deciso di fargli questa bellissima video dedica. C’è qualcosa di mistico nel perdersi nelle movenze suggerite tanti secoli fa da quel geniaccio tedesco dagli abiti puffosi.

Poichè non siamo tutti di un’unica ed eguale natura, così non possiamo avere tutti un unico ed eguale stile in combattimento; eppure tutti [gli stili] devono per forza sorgere e derivare da un’unica ed eguale base.

-Joachim Meyer

Il Diagramma di Meyer from SeptemCustodie on Vimeo.

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  1. Luca Venchi scrive:

    Beh se faccio schifo mi posso giustificare dicendo che sto lentamente migliorando … >_<

  2. Giorgio Fonda scrive:

    Conoscere non è abbastanza bisogna fare… Credo che il senso del quadrato di Meyer sia sostanzialmente questo. Che echeggia anche nelle idee di Hanko: “Quindi apri la tua mente e pondera bene, e più ti addestrerai negli esercizi, più penserai [alla scherma] nel modo corretto. Perché l’esercizio è meglio dell’arte, siccome il tuo esercizio funziona benissimo senza capire l’arte, ma l’arte non è molto utile senza l’esercizio.”

    Il tributo al quadrato del Meyer voleva idealmente comunicare questa idea!

  3. Roman Vucajnk scrive:

    Excellent blog! Felicissimo di trovarlo. 🙂

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