Sgarbi: «Recupero di castelli? No, roba da condomini di periferia»

13/08/2006 0 Di Alessandra

Tratto da http://gazzettino.quinordest.it 13/08/2006

FAEDIS Il critico d’arte stronca il progetto per il restauro dei manieri di Partistagno di Attimis e di Zucco-Cucco a Faedis . Il Consorzio d’accordo con lui.

«I progetti di recupero dei castelli di Partistagno di Attimis e di Zucco-Cucco a Faedis? Roba da condominio di periferia, da guardare con orrore e sgomento». Spietato, come sempre, l’ex-onorevole Vittorio Sgarbi che, chiamato in Friuli da Alessandra Guerra per dare la sua opinione suoi piani di ripristino dei due manieri, non ha lesinato critiche feroci. «Questo progetto equivale a bombardare un paese. Proprio qui, in Friuli, dove la capacità e l’abilità a ricostruire dopo il sisma si sono fatte conoscere con opere meritorie, come Gemona».

Sgarbi guarda con attenzione la proiezione organizzata nel borgo di Stremiz, a Faedis, dal presidente dell’Istituto per la ricostruzione del castello di Cucagna, l’architetto Roberto Raccanello, che illustra i disegni realizzati su commissione dai Comuni di Faedis e di Attimis, proprietari delle due rocche. Storce il naso, e non solo lui. Paiono del tutto d’accordo anche la Guerra e il presidente del Consorzio castelli del Friuli Venezia Giulia, Marzio Strassoldo, che si lascia scappare: «Per il Consorzio sarà la battaglia dell’anno». Sgarbi assicura il suo diretto interessamento: «Chiamerò Rutelli, questo progetto va bloccato, speriamo di farcela». Tra i “suoi” precedenti cita le battaglie ingaggiate per salvare il Mausoleo di Teodorico, una storica villa romana, il teatro di Acqui Terme. «Il rudere è già degno di conservazione come tale – dice – se poi si procede con un recupero, che non significa riadattamento ma semplice riparazione, questo deve essere accorto: non può violentare una struttura ma renderla fruibile con azioni delicate. Qui ci troviamo di fronte a una totale mancanza di sensibilità e di gusto, a un intervento che sradica».

Ma qual è il vero problema? Entra nel dettaglio Raccanello citando alcune parti del progetto a suo giudizio da cambiare: il taglio del salone da ballo di Partistagno in tre stanze con muri in cemento, l’uso di solai in acciaio con modifica ottica di quelli originali in legno, un posteggio per bus nelle immediate vicinanze dei manieri, il locale caldaie nel sagrato della chiesa. «Tutte cose da eliminare – dice – sono d’accordo anche Italia Nostra, l’università di Humbold, concessionaria degli scavi per conto del Ministero dei beni italiano, i due Consorzi castelli».

Giorgio.