Tasca da Donna

Tasca da Donna

06/08/2010 9 Di Luca Venchi

Una delle parti più interessanti di un progetto è (a parer mio) l’enorme quantità di cose che si può imparare nel solo tentare di realizzarlo. Ci sono dei momenti nella fase meramente progettuale che si mettono (e alle volte si devono dare) per scontato solo per dovercisi sbattere il grugno contro nel momento stesso della sua effettiva messa in opera.

Questo progetto che ho personalmente realizzato (Nda: il cordino me l’ha fatto Franz), mi ha fatto capire quanto l’ispirazione artistica sia fondamentale e che il dover fare le cose da soli richieda più tempo per portarle a termine, spesso comporta anche dei bruschi blocchi di produzione dovuti a impedimenti o problemi decisionali ma se li si riesce a superare portano anche una crescita personale. Quindi vorrei invitare a tutti coloro che sono sempre con un progetto nel cassetto lasciato tristemente a metà oppure mai nemmeno tentato di realizzare di non desistere e cercare di superare le difficoltà incontrate perché il sisultato finale sarà sicuramente soddisfacente. Il segreto è meditarci su e affrontare il problema da più punti di vista, chiedere consigli a qualcuno potrebbe aiutare a focalizzare il problema o addirittura a dare una nuova soluzione ad esso. “Non perdersi mai in un bicchier d’acqua.”

Ora parliamo del borsello in se, lasciando da parte i miei personali deliri da genio mancato.

Il modello che ho realizzato si ispira liberamente alle tasche da donna che andavano tanto in voga per quasi tutto il periodo medievale, questi oggetti avevano le forme più disparate, tozzi e piuttosto larghi quasi a sembrare delle mezze lune oppure lunghi e affusolati ricordando il tratto finale di una moderna cravatta, tipico in queste forme la presenza di più angoli inferiori decorati con ciuffi o bottoni preziosi.

Usate per portare dal denaro ai normali effetti personali, a seconda della loro dimensione potevano alloggiare dentro di se praticamente un po’ di tutto, spesso dotati si un’apertura a strozzo tenuta rigida da un’anima di ottone circolare.

Appesi alla cintura furono per vari secoli una parte essenziale dell’abbigliamento non solo delle donne ma anche degli uomini, non meno importanti dell’immancabile cingolo.

Nota di costruzione: l’interno è in lino rosso, l’inboccatura a strozzo in stoffa rossa, e l’esterno è in cuoio scamosciato colorato di un verde smeraldo. C’è chi dice che queste borse non erano in mai fatte in pelle, ma anzi erano fatte esclusivamente di stoffa il più delle volte ben ricamata, in effetti i reperti tendono a dare ragione a quest’ipotesi e non è detto che in un futuro non mi punga il vezzo di farne una completamente in stoffa, ma ci terrei a sottolineare che la lavorazione del pezzo è basato sul ragionevole dubbio che in fondo se le borse e i borselli venivano prodotti in pelle perché nessuno non ha mai prodotto una tasca con questo stesso materiale?! Io un paio di risposte ce le avrei ma preferirei prima sentire le critiche di qualcun’altro.
Per ora continuo a guardare tronfio e felice la mia personale conquista che tra parentesi è un regalo che a breve farò alla mia dolce ragazza.