Fabian Von Auerswald, il maestro di lotta del 16mo secolo

Fabian Von Auerswald, il maestro di lotta del 16mo secolo

19/01/2010 0 Di Francesco Lanza

Che Fiore dei Liberi abbia deciso di farsi ritrarre o meno all’interno del suo libro è dubbio. Chi può dirlo? Che Fabian Von Auerswald abbia posato come modello per il proprio, è un dato di fatto.

Questo arzillo appassionato di lotta (ultrasettantenne al momento della stesura) ha ingaggiato Lucas Cranach il Giovane per illustrare la propria pregevole opera, pubblicata nel 1539 con i nome di Ringer Kunst: funf und achtzig stücke. E’ possibile vedere il feroce vecchietto afferrare per i testicoli, sbilanciare e mettere in chiave articolare il proprio avversario con malcelata gioia in ogni pagina del trattato.

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Si tratta di un bel manuale di lotta, molto più chiaro di tantissimi altri scritti e quindi piuttosto prezioso per ricreare la lotta come la intendevano nel medioevo e nella prima era moderna. Come la maggior parte dei testi tedeschi, la struttura si configura in diversi giochi presentati con tecnica, contrarie e (dove applicabili) contracontrarie, quindi risulta piuttosto facile riprodurne le idee. In ciò abbiamo anche la complicità delle figure, che come prevedibile sono davvero ben fatte. A dimostrare la gran qualità del contenuto e della sua presentazione, quel furfante matricolato di Paulus Hector Mair ha ben pensato qualche anno dopo di “plagiare” il manuale, facendone copiare le tavole dal proprio pittore in modo pedissequo all’interno della versione latina del suo manoscritto.

Per quanto possiamo dire, non sembra un testo per l’autodifesa o il combattimento serio, ma un manuale dedicato ad una qualche gara che l’autore ricorda con affetto. Le ultime tavole del trattato descrivono alcune mosse specifiche per un certamen in cui uno dei contendenti deve tenere il tallone in un buco poco profondo scavato nel terreno. Siccome l’autore dice “Così gli uomini, in passato, combattevano nel buco”, possiamo ben parlare di un esempio di… Rievocazione storica :).

Ho trovato il testo su questo sito. Consiglio di scaricare la versione tradotta in inglese dal suo proprietario, un individuo volenteroso. Anche se non sono in grado di stabilirne l’accuratezza, pare un lavoro fatto con molta cura (ci sono alcune note di traduzione interessanti alla fine del testo!).