Intervista con l’autrice: Sara Piccolo Paci e i costumi storici dal Mille al Cinquecento

Intervista con l’autrice: Sara Piccolo Paci e i costumi storici dal Mille al Cinquecento

08/01/2010 2 Di Giorgio Fonda

Spesso nel tentare di realizzare un abito, sia esso per un contadino un mercenario, una nobildonna o uno schermidore alla moda come quello qui a fianco, ci si arena davanti ad alcuni particolari di difficile realizzazione. E questa difficoltà l’abbiamo spesso vista tradotta in risultati non sempre eccellenti. Sicuramente nella mite penisola ciò è in parte dovuta alla scarsezza di pubblicazioni rispetto ai paesi in cui si osserva un’attenzione maggiore alla rievocazione e ricostruzione storica in generale. Basti pensare ad esempio alle splendide pubblicazioni della boydell tanto per fare un esempio. In Italia le pubblicazioni di alto livello sulla storia del costume sono assai poche ma ricercatori di comprovata fama e competenza, forse anche spronati dall’interesse crescente attorno al costume antico da parte dei rievocatori, cominciano a pubblicare materiale interessante.

Tra questi ricercatori avevamo già segnalato Sara Piccolo Paci docente di Storia del Costume ed Etnografia presso il Polimoda e l’Università di Firenze. Autrice, tra le altre cose, di un articolo comparso sulla rivista MedioEvo (ottobre 2008) di cui avevamo avuto il piacere di proporvi la trascrizione sul nostro sito.

Grazie alla disponibilità e cortesia di questa eminente ricercatrice possiamo proporvi questa breve intervista nella quale facciamo la scoperta anche di una gradevole anticipazione:

7C: Ha mai avuto occasione di vedere una manifestazione storica? Se si che opinione ne ha?

S.P.P.: Uno dei problemi che spesso rilevo nelle varie manifestazioni è, da un lato un mondo aristocratico sovrabbondante e spesso non proprio ‘filologico’ e, dall’altro, un mondo contadino/borghese spesso più ‘straccione’ o sciatto di ciò che possiamo dedurre dalle fonti storiche, oppure la difficoltà di adeguare l’abito al ruolo che si è scelto, con ‘sfumature’ che trasmettono messaggi contraddittori o falsi. Non sempre, purtroppo, il mondo della rievocazione trasmette un’immagine corretta di ciò che è la storia e a cosa serve… figuriamoci poi la storia del costume, dove tutti sembrano essere esperti e non molti, invece, la studiano davvero.

7C: Sembra che stia lavorando alla stesura di un nuovo libro…

S.P.P.: E’ vero, sto lavorando ad un testo che raccoglie informazioni serie e corrette, scientifiche diremmo, sulla parte storica, sulla valenza del costume nei diversi periodi presi in esame, sulla valenza dei diversi personaggi e, in parallelo, voglio proporre il relativo cartamodello storico, basato il più possibile o su originali conservati o su fonti iconografiche coeve. Anche se, al momento, non ho ancora deciso se si tratterà di un solo volume o di una piccola serie, perchè il materiale è tanto e mi piacerebbe fare un lavoro accurato.

7C: Per questa pubblicazione pensava di dedicarsi ad un secolo in particolare?

S.P.P.: A questo scopo sto anche facendo una sorta di ‘inchiesta’ presso le varie compagnie con le quali collaboro per sentire la loro opinione su quale sarebbe il periodo storico più interessante o da proporre per primo e a tal proposito mi farebbe piacere se anche altri volessero dare la loro opinione, magari esponendomi le loro problematiche o i loro dubbi. Molti vorrebbero il Rinascimento, periodo estremamente ricco e articolato, che presuppone un volume a solo, altri mi hanno chiesto il Trecento – o per meglio dire il Gotico, internazionale e non ed anche questo richiederebbe un volume a sé. Lavoro spesso con i secoli anche più alti, dal Mille al Duecento, ed è un periodo che mi piace moltissimo e per il quale c’è molto più materiale di quello che di solito si pensi; come negare poi che il pieno Rinascimento e il Seicento sono secoli che hanno visto grandi costruzioni e cambiamenti nell’abbigliamento che necessitano di attenzione e comprensione (le sottostrutture, le gorgiere, i materiali, le applicazioni…); se poi volessimo giungere al Sette e all’Ottocento ci sarebbe anche qui moltissimo da dire, anche perchè in questo caso esiste una letteratura quasi sterminata e materiali originali, visibili e studiabili in abbondanza… Non mi dispiacerebbe neppure coprire i secoli dell’Alto Medioevo e Tarda Romanità, perché gli ultimi anni hanno portato molte scoperte archeologiche che hanno gettato luce sulle vesti del tempo, senza contare poi la letteratura e le fonti che non sono comunque poche.

Al momento sono orientata ad un volume unico tra Mille e Cinquecento, con cartamodelli e riproduzioni di abiti (in foto, ovviamente) e non mi dispiacerebbe neanche inserirvi abiti di Compagnie che abbiano fatto un lavoro particolare e accurato o che desiderino farlo sotto la mia guida.

7C: A quando una possibile pubblicazione?

S.P.P.: Il libro dovrebbe essere edito – salvo problematiche editoriali – il prossimo anno. Per il momento chi volesse avere una panoramica del mondo del costume e dell’evoluzione dello stesso nei secoli può rivolgersi al mio manuale, già quasi vecchiotto ma ancora affidabile “Parliamo di Moda – manuale di storia del costume e della moda”, voll.1,2 e 3, Cappelli ed., Bologna 2004.

Occupandoci della fine del Trecento ameremmo una pubblicazione che tratti del Gotico internazionale ma è inutile dire che, in qualunque forma editoriale scelta, saremo in prima linea a leggere avidamente questa pubblicazione quando sarà data alle stampe. E chissà che la SeptemCustodie non possa dare un, seppur piccolo, contributo a questa iniziativa.