L’arte di spada e brocchiero: il primo brano di Lignitzer

L’arte di spada e brocchiero: il primo brano di Lignitzer

31/01/2010 3 Di Francesco Lanza

Sebbene Lignitzer descriva un esercizio solitario, non credo sia molto facile eseguire con efficacia questi movimenti se non sono prima provati contro un partner. Rispetteremo qui la consueta dicitura italiana di agente e paziente per descrivere chi esegue l’esercizio e chi collabora. Nel caso dei brani di Lignitzer il paziente è particolarmente passivo, in effetti, anche perchè dovrebbe essere meramente immaginario!

Lo scopo di questo genere di allenamento è quello di sviluppare familiarità con dei movimenti base, non quello di creare un’invincibile “botta segreta”. Questo breve kata per essere davvero digerito va “sezionato” nelle sue singole parti e ciascuna di essa dovrebbe essere assorbita per essere usata a volontà quando è vantaggioso.

Dall’Oberhau. Se vibri un Oberhau all’avversario, posiziona la tua spada con il pomolo dentro il brocchiero vicino al tuo pollice. E colpisci di punta da sotto verso la sua faccia, opera un Winden contro la sua spada e lascia che la tua lama scivoli libera dalla sua passando sopra la sua punta.

Schema dell’azione:

Agente Paziente
vom Tag vom Tag
Oberhau
Oberhau
Colpo di punta
Resta saldo
Winden
Devia con forza
Zwerchau

Interpretazione

L’agente e il paziente iniziano l’esercizio in vom Tag, ad una misura tale che ciascuno possa colpire l’altro passando.
Ho descritto questa guardia brevemente nei fondamentali. Si parte dal presupposto che i due schermidori siano di altezza molto simile, destri e che partano con il piede sinistro in avanti.

L’agente vibra un Oberhau contro il paziente.
Come visto nel glossario, qualsiasi colpo dall’alto è considerato un Oberhau. Quello che prendiamo in considerazione è il colpo più “banale” possibile, che verrà vibrato secondo i dettami di Liechtenauer. Questo particolare Oberhau è così comune che ha assunto nome e dignità propria e generalmente (quando si tratta di spada lunga o messer) viene chiamato Zornhau, cioè “colpo della furia”:

  1. Per prima cosa parte la mano che regge la spada, calata in direzione dell’avversario a circa 45° di angolazione.
  2. Quando la spada ha iniziato la sua discesa, precedendo nel movimento il corpo, lo schermidore inizia a passare verso l’avversario, portando il piede destro davanti al sinistro ed uscendo un po’ verso destra (fuori).
  3. Nel momento in cui la spada ha raggiunto l’altezza del brocchiero (praticamente al termine del colpo), il piccolo scudo viene mosso in modo da coprire il gruppo mani.
  4. Il colpo raggiunge il bersaglio e contemporaneamente il piede destro completa la passata, arrivando a terra: la spada cala diagonalmente e finirà il suo movimento con l’impugnatura sul lato destro del corpo dello schermidore, all’altezza della vita o poco sopra; la punta è invece più alta, diretta verso la faccia dell’avversario, che verrà colpito con l’ultimo quarto della lama se non vi fossero interferenze.
  5. La posizione della gamba sinistra viene aggiustata in modo da tornare in guardia, dato che si è usciti a destra. Non trascinatela, fate un passetto di raccoglimento.

Insomma, il colpo non è ampio, la punta non scende fino a terra: esso è controllato e finisce “in aria”. Questa posizione è definita dai tedeschi “Hengen”. In questa maniera l’agente non espone il proprio corpo, con la spada che lo precede a colpire e proteggere, ed allo stesso tempo colpisce trasferendo tutto il proprio peso, dal suo lato più forte. Vediamo questo discorso spiegato in termini piuttosto chiari dall’autore del MS 3227a.
Chiaramente questo movimento va allenato fino a farlo diventare rapido e naturale. Un’abilità aperta, che può essere migliorata praticamente all’infinito!

Il paziente colpisce la spada dell’agente con un Oberhau uguale e contrario, bloccandola in un legame.
Questa è una difesa tipica del sistema di Liechtenauer, nonchè lo scenario ideale per mettere a frutto il concetto del Fuhlen e percepire quindi se l’avversario è saldo o molle nel legame. Come detto, il colpo non sarà una mazzata insensata contro la lama dell’avversario, ma un vigoroso Oberhau che manterrà, nei limiti del possibile, la punta della spada del paziente in linea con la faccia dell’agente. Va ben notato che se il paziente non uscisse un po’ sul proprio fianco destro nel vibrare il colpo, ma colpisse dritto avanti a se, finirebbe colpito dall’Oberhau del suo avversario.

L’agente spinge avanti la sua lama estendendo le braccia.
Come abbiamo detto, il colpo non cade fino a terra nè è completamente esteso in avanti, ma garantisce una misura di protezione allo schermidore chiudendo completamente la linea interna. Da qui è facilissimo sollevare ed estendere le braccia in un colpo di punta, in cui il brocchiero continua a coprire le mani: se la misura era corretta non sarà necessario alcun passo (in particolare è da evitare una “stoccata” in cui ci si estende troppo in avanti) e l’agente terminerà questa fase in “Langort”, che è sia una posta sia una “condizione”, quella in cui la propria punta è più lontana dal corpo, quasi orizzontale e rivolta contro l’avversario.

Il paziente resta saldo nel legame e la spada dell’agente non può raggiungerlo.
Il paziente non deve spingere, solo rimanere saldo nel legame. Se ha vibrato correttamente il proprio Oberhau, la sua spada e il suo brocchiero impediranno alla lama dell’agente di raggiungerlo, perchè il suo corpo è uscito già prima dalla linea d’attacco dell’agente. Se il suo legame fosse molle, il deciso colpo di punta dell’agente lo trapasserebbe.

L’agente compie un Winden e trova il debole della spada del paziente.
L’agente e il paziente al termine dell’azione precedente si sono trovati forte contro forte. Ora dovrà portare il proprio forte sul debole avversario. Ci sono ben tre approcci differenti alla questione, sebbene concettualmente piuttosto simili, e ciascuno ha i suoi pro e i suoi contro. Vediamoli assieme, con il consiglio di provarli (rimanendo a mente aperta :D):

  • A: L’agente estende il proprio braccio lateralmente, con un moto in senso orario. Così facendo salirà verso il debole dell’avversario, mantenendo la spada in legame con il filo lungo;
  • B: L’agente estende il proprio braccio verso il debole dell’avversario lateralmente, con un moto in senso orario, ruotando leggermente il filo lungo verso l’alto mentre sale e allungando il pollice sul piatto dentro. In questo modo sarà garantita una trasmissione ottimale di forza contro la lama nemica. Il legame resta sul filo lungo;
  • C: L’agente ruota il proprio polso verso l’alto in un movimento rapido, fluido e controllato, rimandendo a contatto con la propria lama contro la sua. Nel farlo la propria lama scivola in alto verso il debole dell’avversaria, e il legame passa sul filo corto, con il dito pollice esteso sotto la lama a sostenerla. La posizione, per la cronaca, è quella che Leküchner chiama Stier ed è usata come guardia con il messer. Sebbene ritenga eccessiva la paranoia della perdita delle dita di molti schermidori, è un dato di fatto che il messer ha il nagel a proteggere la mano, la spada da una mano no. Serve quindi rapidità, pratica ed un paio di ottimi testicoli per prediligere questo metodo;

In tutto questo è di fondamentale importanza fare in modo che la nostra lama mantenga coperta la linea d’attacco su cui insiste il legame. Non dimentichiamoci inoltre che la punta deve rimanere sempre rivolta verso l’avversario, sebbene in questo caso venga probabilmente allontanata mentre andiamo a trovare il debole nemico. Il passo successivo è colpire di punta e va da sè che trovare il debole e colpire sono parte di un unico movimento, non due azioni da scandire separatamente. Il Winden consiste in questa sequenza il cui scopo è chiarissimo, non in una posizione specifica da assumere meccanicamente. Per questo ho deciso di elencare tre maniere diverse! Personalmente favorisco l’opzione B.
A seconda della misura e posizione dei due schermidori, potrebbe essere saggio per l’agente avvicinare il piede destro al sinistro, raccogliendoli brevemente assieme in vista dell’azione successiva.

Il paziente devia la spada dell’agente spingendo.
Non è bello essere pugnalati alla faccia da una punta di spada! Il paziente usa la propria forza e varia l’angolazione della sua lama per ritornare in una posizione vantaggiosa, ma nel farlo esce dalla figura dell’agente, e spinge nettamente verso una direzione opposta a quella dell’avversario.

L’agente percepisce (Fuhlen) che il paziente sta spingendo. Abbandona il legame e colpisce il paziente con uno Zwerchau alla testa.
Qui è sicuro abbandonare il legame perchè si sa già che l’avversario non potrà dirigere la propria spada in due direzioni contemporaneamente. L’azione è subitanea: la lama va fatta scivolare sul filo dell’avversaria fino a che essa non sfugge dal legame. La forza che l’avversario sta ancora imprimendo causerà uno “schiocco” secco, mentre la spada nemica si ritroverà improvvisamente priva di supporto e la nostra di contrasto. Si approfitterà della ritrovata libertà ruotando l’avambraccio e facendo passare la nostra lama sopra alla testa, indirizzando il filo vero alla tempia avversaria. La mano che tiene il brocchiero si staccherà da quella che vibra il colpo di spada e verrà usata per cozzare vigorosamente contro il gruppo mani avversario, allontanandone la minaccia. L’intero movimento è molto rapido, facile ed efficace.
Se nel Winden avevamo scelto l’opzione C, e ci siamo ritrovati a legare di filo corto, il movimento è ancora più facile: è sufficente ruotare l’avambraccio mantenendo la spada orizzontale nel suo tragitto e di nuovo colpiremo l’avversario alla testa di filo lungo, sempre aiutati dall’imposizione violenta del nostro brocchiere. In questo caso la lama non scorrerà sull’avversaria, ovviamente.
In entrambi i casi è vitale uscire bene con un passo verso il proprio lato sinistro.

Appendice

Per ottenere qualche “punto krauto” in più, una volta provato questo esercizio finchè non vi viene naturale farlo anche senza l’ausilio di un amico, mettete giù la spada e il brocchiere. Andate quindi a prendere la vostra spada lunga (su, dai, so che ne avete una!) e ripetete esattamente la stessa sequenza. Scoprirete che cambia poco o nulla, dopo aver ragionato sulle leggere variazioni necessarie!

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  • Heim, Hans e Kiermayer, Alexander (2008) The Messer Of Johannes Lecküchner, Part I (DVD), Kredfeld (Germania), Agilitas.tv
  • Knight, Hugh T., Jr. (2008) Medieval Sword and Bucker Combat, USA, Lulu.com
  • Lindholm, David & Swärd, Peter (2006) Sigmund Ringeck’s Knightly Arts of Combat, Boulder (Colorado, USA), Paladin Press, ISBN: 978-1581604993
  • Meyers, Keith P. Lignitzer’s Sword & Buckler Teachings, http://www.thearma.org
  • Schmidt, Herbert (2008) Schwertkampf – Band 2: Der Kampf mit dem kurzen Schwert und Buckler nach der Deutschen Schule, Bad Aibling (Germania), Wieland Verlag, ISBN: 978-3938711293