L’arte di spada e brocchiero: le ragioni di guardare Liechtenauer

L’arte di spada e brocchiero: le ragioni di guardare Liechtenauer

23/12/2009 0 Di Francesco Lanza

Ultimamente ho pubblicato due post che contengono i miei appunti sull’utilizzo della spada e brocchiero all’interno della scuola di Johannes Liechtenauer. Il primo era una traduzione in italiano dei brani di Andre Lignitzer, il secondo un breve glossario di termini utili a decrittare un po’ del senso del primo scritto. In questo post, invece, vi parlerò delle ragioni che mi hanno mosso ad affrontare questa opera appassionante.

Il nostro lavoro su Lutegerus procede bene, ma il mio personale parere è che ci siano dei limiti concreti a quello che si possa fare con il bellissimo libro del prete e dei suoi scolari. Quello che viene fatto vedere sono delle “lezioni”, parrebbe, degli esempi pratici che hanno uno scopo preciso. Da essi si possono intuire dei concetti generali, ma purtroppo temo che la stragrande maggioranza delle scelte tattiche che gli scrittori dell’ I.33 usavano regolarmente siano sparite per sempre dalla faccia della Terra.

Ora come ora non vi so dire se intendo usare il “DNA di una rana” (per citare Jurassic Park) allo scopo di riportare alla vita un fossile come Lutegerus grazie ad un altro fossile di 100 e più anni più giovane e meglio conservato. So però che si cresce molto come studiosi e schermidori imparando cose nuove e studiando il proprio materiale da un altro punto di vista. Vedere quindi come Andre Lignitzer e gli altri maestri dello stile di Liechtenauer usassero la spada e il brocchiere ci darà sicuramente delle nuove idee su come Lutegerus e i suoi scolari si comportassero con gli stessi strumenti in mano.

Se mettiamo accanto l’I.33 e la mole dei lavori Liechtenaueriani scopriamo che le due “scuole” sono probabilmente imparentate. Ci sono somiglianze nette (una langort dopo tutto è una langort), ci sono forse buchi che possono essere colmati reciprocamente. Ma i due stili non sono la stessa cosa.

Alcuni dati storici
Alcune recenti teorie identificano lo stile di spada ad una mano medievale e brocchiero come una “moda” importata da Bisanzio dopo l’anno 1000, che si è diffusa in tutta Europa. Abbiamo testimonianze scritte e pittoriche provenienti da tutto il continente. In Italia, come sanno coloro che hanno studiato la scuola Bolognese, lo stile ha attecchito bene e ha preso dei caratteri tipici che l’hanno reso presto endemico. E’ innegabile che le tecniche descritte da Manciolino &co. abbiano radici antiche, medievali. Non vi è stata quindi alcuna rottura nella tradizione dell’uso del brocchiero all’interno della nostra penisola ancora quando Marcelli vi dedica un trafiletto nel 1686… Per quanto il rapporto di parentela sia ormai indistinguibile.  Dotata di grande vitalità, quest’arma difensiva a quanto ne so è defunta presso le genti italiche (assieme alla targa e alla rotella) solo con la diffusione dello spadino d’origine francese.

In Germania, purtroppo per noi, la tradizione dell’uso della spada e del brocchiero è documentata meno accuratamente, anche se non vi è alcuna ragione per ritenere che tale arma difensiva fosse meno popolare. Le ragioni per questo relativo silenzio sono insondabili e complicate. Certo è che esiste un certo fiorire di trattati sull’uso del messer, un’arma usata con una mano sola, ma raramente accompagnata da un brocchiero nelle fonti (mi pare di poter citare il solo caso del Talhoffer). La spada lunga è trattata con dovizia di particolari ancora più grande. La spada e il brocchiero sono sì descritte, ma certe volte sembrerebbe che siano tecniche aggiunte quasi “per completezza”.

Hugh Knight Jr., uno studioso di scherma storica americano, protagonista di scelte interpretative e filosofiche molto decise e talvolta contestabili, propone l’ipotesi che la scherma di Liechtenauer si sia evoluta da quella precedente di spada e brocchiero, che sappiamo essere uno stile più antico.

Il che è piuttosto ironico, a pensarci bene, e ve ne renderete conto con me affrontando i passi di Lignitzer che ho recentemente tradotto. Perchè? E’ presto detto: sembrano scritti per la spada lunga e di fatto in alcuni casi sono mutuati parola per parola da quelli. Al giorno d’oggi i Liechtenaueriani moderni hanno riscoperto questo approccio (mi si perdoni il termine) “olistico” al combattimento. Per capire la spada e il brocchiero quindi si reinterpretano la filosofia e le tecniche della spada lunga e del messer. E di nuovo ci ritroviamo al punto di partenza e lascio al lettore la decisione: stiamo usando DNA di rana o siamo semplicemente incapaci di riconoscere la primogenitura di uova e relative galline, mentre percorriamo lo stesso identico sentiero errante intrapreso da Liechtenauer, Lignitzer e compagnia? Non posso che lasciare la parola ad un loro contemporaneo:

E prima di tutto dovresti sapere e capire che la spada è un’unica arte ed è stata concepita ed ideata centinaia di anni fa. Questa arte è il nucleo ed il fondamento ed è stata completamente compresa e conosciuta dal Maestro Liechtenauer. Non che lui stesso abbia inventato o escogitato quello che è qui descritto, ma ha viaggiato e cercato attraverso molte terre, siccome voleva imparare e praticare quest’arte.
– Manoscritto 3227a, Foglio 13V

Progetti futuri
Presi così da soli i tratti di Lignitzer e le illustrazioni di trattatisti come Talhoffer e Paulus Kal vogliono dire poco. La mia idea è di iniziare dal primo brano ed esaminarlo alla luce delle ultime teorie internazionali, per darvi un’idea di cosa intenda l’autore, e poi proseguire un passo alla volta con tutti gli altri materiali e vedere dove si arriva.
Non avete idea di quanto tutto questo sia divertente :).