Le château-fort du Guédelon

Quando, nel 1995 monsieur Michel Guyot, proppiretario del castello seicentesco di Saint-Fargeau in Borgogna, completò la ventennale opera di restauro del suo château, commissionò ad un esperto una perizia che ne indagasse le origini. Sotto le mura di mattoni, visibili oggi, furono trovate le fondamenta di una fortezza medievale costruita secondo i coanoni voluti dal re di Francia Filippo II (1180-1223). A conclusione della perizia troviamo un’innocente postilla: “Ricostruire Saint-Fargeau sarebbe un meravioglioso progetto”. Tuttavia, invece che demolire il castello moderno si decise di costruire un nuovo castello che rispecchiasse le caratteristiche della rocca originaria di Saint- Fargeau, era nato il progetto e l’esperimento di Guédelon.
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Viaggio a – Gualdo Cattaneo 2018

Ovvero Come dimenticarsi i pali per la tenda e farla franca Venerdì 31 agosto dell’anno 2018 la SeptemCustodie, nella sua veste rievocativa, è partita in viaggio verso Gualdo Cattaneo, paesino sperduto nell’Umbria dove: i caffè costano novanta centesimi, c’è una discoteca all’aperto ed i tornei si fanno sul marmo. Dopo un lungo ed estenuante viaggio di sei ore, i sei eroi offertisi volontari per compiere quell’impresa eroica si accorsero di una cosa: i pali da tenda erano stati dimenticati nel TdT: sala di ritrovo dell’associazione dove, se si guarda attentamente, si riesce a scorgere del pulito tra tutta la polvere.
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Come riatto l’arnese – schinieri

Prima di procedere con gli aggiustaggi alla mia armatura ho dovuto aspettare un buon momento per testare tutto l’insieme. Ho quindi seguito l’esempio di Jean le Maingre, detto Boucicaut, (1366-1421) che quando non tirava di spada, tra i vari allenamenti, si arrampicava su ostacoli e correva con e senza armatura. Indossato l’arnese sono quindi uscito a fare una breve corsa e qualche esercizio in sospensione. E grazie a queste attività ho raccolto le idee intorno a quali modifiche si rendano necessarie per ottenere la massima efficenza possibile dalla mia nuova armatura. Guardando attentamente i video si può osservare come non fossero utilizzati gli schinieri ovvero quella pezza d’armatura che protegge lo stinco. Il motivo, molto semplice, è che non stanno su in nessuna maniera, girandosi e scendendo senza alcun ritegno. Qui di seguito ci sono le due ottimizzazioni pensate per rendere utilizzabili gli schinieri. Dopo aver osservato alcuni reperti ho quindi piegato, tagliato e modellato una barra di ferro aiutandomi con un seghetto per metalli, lime a diversa sezione ed un trapano da modellista. Lo scopo era quello di aggiungere su ciascun schiniero il passantino posteriore necessario ad inserire la cinghietta della parte superiore del gambale. Con le opportune misurazioni sono riuscito a rivettare direttamente i due passanti sugli schinieri. Ho anche incollato, dopo aver opportunamente scartavetrato l’interno della pezza difensiva, un sottile strato di feltro per aumentare la comodità e l’aderenza della parte d’armatura in questione. In queste operazioni l’immancabile cotta di maglia zincata serve come zavorra per aiutare il feltro ad aderire bene alle superfici concave dello schiniero. Con queste soluzioni spero che gli stinchi siano efficientemente usabili e protetti anche se la conferma definitiva me la darà solo il prossimo test sul campo.    
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Allenamento con gli appesi – Asola 2017

Asola, che dire di questo luogo sperduto in mezzo alla pianura padana? Semplicemente che ogni anno, regolarmente, la compagnia dell’Appeso organizza uno scambio d’idee tra appassionati di scherma storica e quest’anno più che mai a mio parere semplicemente bellissimo. Incontrare ogni anno schermidori provenienti da tutta l’Italia e dall’estero lo rende sempre un incontro a cui non si può mancare per migliorare il proprio livello di comprensione della scherma. Quest’anno purtroppo della 7C, causa impegni vari ed eventuali, siamo riusciti ad andare solo io e Riccardo e per entrambi è stato un momento di grande intensità.
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Scherma nella Nebbia – V° Allenamento con gli Appesi

Di nuovo persi nelle Nebbie di Avalon… ad Asola! Il 10 e il 11 dicembre abbiamo partecipato all’ormai annuale incontro con la Sala d’Arme dell’Appeso, che questa volta ha preso la forma d’un workshop di studio e approfondimento di scherma condotto da Maciej Talaga, istruttore di ARMA-PL di Varsavia. Oh, miei cari lettori, era certamente una gemma schermistica che brillava di letale eleganza. Ormai andare ai raduni degli Appesi di Asola è garanzia di qualità, al punto che si fa fatica a trovare qualcosa di nuovo da dire per tessere le lodi di tale sala d’arme. Possiamo ricordarvi per esempio che Davide Morleo e Francesco Viola sono i pilastri portanti del gruppo, grandi appassionati e competenti nell’Arte e nella pratica del fitness, e che hanno avuto un successo straordinario nel coltivare l’entusiasmo nella loro agguerrita Sala d’Arme. Oppure possiamo sottolineare che gli Appesi si sono fatti conoscere con la loro presenza all’interno del panorama italiano HEMA da anni a questa parte, ma non solo, sono diventati un punto di riferimento torneistico mondiale. Potrei celebrare le brillanti imprese di un fenomeno internazionale come Federico Dall’Olio, potrei innalzare un peana per il suo primo posto al torneo di spada lunga dello Swordfish 2016, ma non lo farò. Lascerò che il mio silenzio renda l’idea dello spessore marziale della Sala d’Arme dell’Appeso e dei suoi membri: shh, non fate rumore, che gli Appesi potrebbero sentirvi e venire a distruggervi a furia  di sparring! Ma parliamo del gioiello che è stato questo ultimo workshop,  e dei suoi diversi temi relativi alla spada lunga: bilanciamento durante il combattimento concetto di tempo e cambio del ritmo durante l’assalto precedenza di punta dell’arma nell’attacco differenza tra azione pianificata e azione spontanea concetto di “finta” uso di alcuni concetti psicologici base nel combattimento Il nostro istruttore è stato il Presidente del ARMA-PL Maciej Talaga un ragazzone quasi trentenne con un notevole curriculum schermistico alle spalle, sia olimpico che storico. Con le tecniche presenti nei trattati: MS 3227a “Döbringer”, e Ringeck, il tutto attraverso la visione di ARMA-PL. Sin dai primi momenti dell’apertura dell’evento io, Davide, Riccardo ed Eis siamo rimasti stupiti dalla lezione teorica. Ci aspettavamo quasi una presentazione in PowerPoint che esponesse delle fonti trattatistiche e delle conclusioni tecnico teoriche, invece siamo stati colpiti in faccia da un’esposizione tecnica che analizzava la gestione del combattimento in chiave tedesca piuttosto lucida e puntuale. Decisamente indispensabile per poter comprendere l’attività del resto dell’evento. Proseguendo nel pomeriggio abbiamo potuto assaggiare una serie di esercizi di riscaldamento orientati in parte verso la coordinazione motoria e in parte verso la progressiva acclimatazione dei partecipanti al ritmo della lezioni. Dopo aver inserito le basi di uno stile comune e di alcuni concetti che sarebbero stati ripetuti per tutte le due giornate, abbiamo chiuso la giornata con un esercizio di sparring che i polacchi chiamano Fechtschule (dal tedesco scuola di scherma). Riassumendo molto alla veloce, ci si mette sulla riga del lato lungo della palestra e si aspetta di essere scelti da un contendente per un assalto di scherma, il primo a essere colpito torna in riga e chi resta sceglie un altro con cui fare sparring. Se ci sono dei doppi starà alla sportività dei contendenti dichiararlo e andare entrambi in linea, facendosi sostituire dai primi della riga. Starà al Maestro di Cerimonia presiedere alla Fechtschule e dare ordine e impostare i primi assalti, moderare l’intensità secondo le proprie valutazioni per eliminare il vigore scriteriato e l’indecisione dovuta all’eccessiva cautela. Il tutto prosegue finché il Maestro di Cerimonia non batterà il suo enorme bastone (si spera non sulle gambe di qualche indisciplinato) per dichiarare chiusa la Fechtschule. A questo punto viene dato un sasso ad ogni partecipante che deciderà di consegnarlo a chi ha più apprezzato come contendente, quello che risulterà possedere più sassolini sarà il vincitore morale della Fechtschule e il suo nome sarà messo con una targhetta sul bastone che fa da simbolo per il Maestro di Cerimonia. Il secondo giorno, dopo aver smaltito nella notte le fatiche del primo giorno (e la cena erculea), ci siamo dedicati a rielaborare i concetti assorbiti, con l’obbiettivo di potenziare, grazie a una serie di esercizi, la nostra capacità di trasferire nozioni schermistiche, ed incrementare così le capacità di uno studente, che sia esso alle prime armi o sia un veterano che cerca di affinare alcune abilità o coprire sue lacune. Di certo insegnare è un’Arte e che c’è chi è più propenso di altri a tale ruolo, ma di sicuro uno dei cardini importanti è la passione (oltre che lo studio). Se questo articolo fosse una brutta copia del Döbringer, con la sua passione tutta medievale per gli elenchi, allora dovrei iniziare a citare almeno altre trenta caratteristiche uniche per descrivere tutto quello che serve a un istruttore capace. Mi limiterò a citarne due, visto che siamo nel secolo dei tweet: servono la volontà di prendersi questa responsabilità e sapere che c’è sempre da migliorare. Detto questo l’esperienza con Maciej e gli Appesi è stata sicuramente molto stimolante. Non mancheremo di metterla a frutto. Grazie Maciej e grazie Appesi da tutta la SeptemCustodie
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Come riatto l’arnese – ventaglia

Dopo aver risolto cerniera e sospensione dell’elmo ci si dedica alla ventaglia vera e propria. Nel mio caso, essendo un cavaliere limitato dal budget, ho pensato di riadattare una cotta di maglia ed un camaglio entrambi realizzati con anelle ID8 (che sta per diametro interno 8 millimetri) chiuse tramite rivetto. Questo tipo di cotta è storicamente attestata ed ha qualche vantaggio rispetto alla più “quotata” in ambito rievocativo ovvero le anelle piatte e chiuse con il grano d’orzo o cuneo che dir si voglia.
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Fiera di fine estate – Torino 2016

Era da un po’ che la 7c non partecipava in forze ad una qualche manifestazione e così abbiamo puntato, sin dall’inizio dell’anno, ad un evento decisamente unico: la fiera di fine estate. Unico per le caratteristiche del Borgo Medievale di Torino che pur non essendo autentico lo è senz’altro più di noi rievocatori del 2016.
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L’ Ussaro di SPES contro tutti

Poco più di un’anno fa vi raccontavo della Leon Paul e della loro linea per la scherma storica denominata “Titan”. Adesso invece parliamo della SPES e dei prodotti “Hussar” e si può anche approfittare per una riflessione di più ampio respiro sugli equipaggiamenti per le Arti Marziali Storiche Europee. La SPES è stata senz’altro tra le prime ditte ad aver accolto la crescente richiesta di protezioni pensate per la scherma storica mutuando inizialmente materiali e know how delle imbottite senz’altro note a chi non è nuovo  all’ambiente rievocativo. Uno dei loro prodotti di punta la “Axel Petterson” ha ripreso la struttura a grande assiette che caratterizza, ad esempio, lo jupon del Principe Nero; ha aggiunto qualche acccorgimento come il risvolto nel collare per arrestare le punte e delle buone cuciture e hanno fatto della A.P. un ottimo prodotto che ancora adesso ha ragion d’essere anche grazie ad un costo affrontabile.
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Gradisca Istorica 2016

Approfittando della splendida giornata abbiamo deciso, lo scorso 8 maggio, di visitare la manifestazione Gradisca Istorica organizzata dall’associazione storico culturale Lo sperone degli spiriti. Chiedendo il permesso agli organizzatori abbiamo anche approfittato per farci una passeggiata nei nostri amati abiti storici. Inoltre, grazie alla peculiare caratteristica di Gradisca Istorica ovvero l’essere una manifestazione multiepoca, Francesco ha prestato i propri abiti seicenteschi a Luca (potete ammirarli in questo album) ottenendo il pregevole record di portare a spasso due epoche del suo stesso armadio anacronistico.
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Societas Duellatorum – Verona 2016

Sabato 16 aprile si è svolto a Verona un nuovo incontro con la Societas Duellatorum, il workshop intitolato “4 ore per 4 entrate: il gioco stretto di Fiore de’Liberi” è stato organizzato dalla Compagnia Del DoppioSoldo e curato da Simone Morbioli e Mattia Boscaini. Ho partecipato a diversi workshop Fiore de’ Liberi (detto il Flos dagli amici), ma tutti vertevano sul provare una serie di tecniche di una certa arma in una certa condizione. Stavolta l’approccio è stato differente. Mattia, Simone e gli altri della DoppioSoldo hanno pensato di presentare una delle chiavi articolari e alcuni principi di cui il manoscritto è imbevuto facendoli provare su ben quattro armi diverse.
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